Questa frase la si sente ripetere sempre più spesso e tante mamme
chiedono ricette, consigli e trucchi per far mangiare la verdura ai
propri figli, che sembrano disprezzarla sempre più.
Per prima cosa pensiamo che sia importante farci qualche domanda: quanta
verdura mangiamo noi? Come la cuciniamo? La mangiamo per piacere o per
dovere?
Se siamo i primi a snobbarla e non fa parte della nostra alimentazione
quotidiana non possiamo pretendere che i nostri figli facciano
diversamente solo perchè "fa bene". Questo concetto è troppo astratto
per un bambino che si fa guidare invece dalla vista, dal gusto e
dall'ispirazione del momento.... inoltre spesso i genitori inscenano
delle vere e proprie "commedie" per sponsorizzare il piatto di verdura,
diventando improvvissamente degli esperti pubblicitari.
Ma come cita Jesper Juul nel suo libro "Ragazzi, a tavola!", nessuno
siede a tavola volentieri con il responsabile del marketing di un
prodotto.... e per quanto ci sforziamo non risulteremo mai credibili,
meglio un adulto che ammette candidamente di non amare un deterimanto
alimento ma che lo mangia lo stesso piuttosto che un adulto che mente
spudoratamente sui propri gusti .
Inoltre vale la pena domandarsi se davvero nostro figlio non mangia
verdura in assoluto o se non è piuttosto una nostra percezione. Mangia
poca verdura in base a quale standard? Abbiamo la preoccupazione che
possa mancargli qualche sostanza nutritiva oppure semplicemente non gli
piacciono certe verdure cucinate in un modo che a loro non aggrada? Per
quale motivo mi sto ponendo questa domanda?
Senza dimenticarci del fatto che non è mai bene forzare un bambino a
mangiare qualsiasi cosa, nemmeno in nome delle verdure, in quanto il
rapporto con il cibo e con la tavola è quanto di più importante possiamo
insegnare loro, proviamo a cercare qualche metodo per rendere più
appetibile questa esecrata verdura.
Teniamo presente che i bambini passano fasi che come vengono vanno via,
per cui il cibo che fino al giorno prima amavano può diventare
disgustoso e viceversa, e che loro sono anche molto "esteti", per cui la
presentazione può voler dire molto. Per esempio può esserci il periodo
in cui l'arancione non piace, per cui un piatto di zucca al forno
probabilmente non sarà gradito.
Proviamo a presentare verdure diverse cucinate in modo diverso, alle
volte è semplicemente la consistenza a dare fastidio. Sbizzarriamoci con
la fantasia e rendiamo più gustoso quel che mangiamo, per i nostri
figli ma anche per noi!
Qui di seguito proponiamo qualche ricettina da provare, sono bene accette anche vostre ricette se volete mandarcele.
Ricette tratte dal volume “Il Tao e l’arte dei fornelli.
Nuova edizione ampliata” (Pendragon 2012), per gentile concessione
dell’editore.
Crocchette di lenticchie:
2 tazze di lenticchie cotte
2 tazze di verdure cotte frullate
pane grattugiato
shoyu
sale marino integrale, aceto di mele ed olio EVO
Mescolare lenticchie e verdure in una ciotola regolando la consistenza
dell'impasto con i pane grattugiato. Salare e con le mani ricavare le
corcchette e passarle nel pangrattato. Distribuirle in una teglia,
condirle con olio e informarle a 180° fino a che non saranno dorate.
Servirle con una salsina farra d'olio d'oliva, shoyu e aceto di mele.
VARIANTE: al posto del pane grattugiato unire una tazza di miglio cotto.
Le crocchette si cuociono a vapore, adagiandole nel cestello su foglie
di verza o cavolo cappuccio.
Carote Aromatiche:
4 carote grandi
1 cucchiaio di capperi
4 pizzichi di foglioline di timo
1 foglia di salvia
1 rametto di rosmarino
1 scalogno
Affettare le carote a bastoncino, tritare i capperi con lo scalogno e le
erbe aromatiche. In una padella mettere 2 cucchiai d'olio e il trito
aromatico, far soffriggere, unire le carote e far cuocere per 5 minuti
mescolando continuamente
In questo libro, che abbiamo già recensito qui
ma che è stato ulteriormente ampliato, troverete tantissime ricette per
cucinare in modo semplice, gustoso e fantasioso verdure, legumi,
cereali e non solo.
ALCUNE RICETTE DELLE MAMME:
Veggie Burger
130 g di lenticchie decorticate
1 manciata di spezie a scelta
1/2 l acqua
2 cucchiai di farina di ceci o di riso
2 cucchiaiate di porro tritato fine
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di shoyu
1 cucchiaino di tahin
sale, pepe
Lavare le lenticchie e farle andare 20 minuti coperte con acqua e
spezie, coperte. Scolatele e frullatene la metà, amalagamare con le
lenticchie non frullate e con tutti gli altri ingredienti. Aggiustare di
sale a piacere e formare degli hamburger da cuocere in padella
Cous cous di verdure
1 carota
2 zucchine piccole
1 melanzana
8 pomodori ciliegini
qualche foglia di basilico
1 spicchio d'aglio
250 g di cous cous
olio evo q.b.
Procedimento:
Lavare e tagliare a dadini la melanzana che andrà salata e messa a sgocciolare onde toglierne il "piccante".
Intanto preparare il cous cous versandolo in ca. 270 ml di acqua
bollente leggermente salata. Lasciare riposare 5 minuti, separare i
chicchi con la forchetta e mettere un filo d'olio.
Rosolarelo spicchio d'aglio con un po' di olio in padella, poi
aggiungere le verudre tagliate a cubetti (prima le carote, poi le
zucchine, a seguire le melanzane e per ultimi i pomodorini. Mescolare il
tutto al cous cous ed aggiungere basilico a piacere. Può essere
accompagnato a carne e pesce.
"Crediamo che il pasto sia un momento di gioia e scoperta per tutta la famiglia, specialmente per i nostri piccoli che hanno voglia di sperimentare e conoscere sapori e cibi nuovi"
mercoledì 24 aprile 2013
giovedì 28 marzo 2013
ALLATTAMENTO PROLUNGATO E "SVEZZAMENTO"
"E' troppo attaccato al seno, non va bene, lo stai viziando"
"Finché continuerai ad allattare non mangerà mai"
"Se sa che tanto dopo c'è il seno salterà i pasti apposta"
Queste sono alcune delle innumerevoli frasi di critica che una mamma che decide assieme a suo figlio di proseguire con l'allattamento anche dopo il primo anno di vita si sentirà dire da amici, parenti, a volte perfino educatori e pediatri.
Si potrebbe ribattere riportando le linee guida dell'OMS ed altri innumerevoli studi altrettanto autorevoli che dimostrano quanti vantaggi porti allattare i propri figli fino a due anni ed anche oltre e qui in basso potrete trovare vari riferimenti scientifici. Quello che però adesso vorremmo approfondire, al di là di ricerche scientifiche sull'allattamento (anche se fa un po' sorridere che si debba fare ricerca per dimostrare che l'alimento che la natura ha creato per i nostri cuccioli sia il meglio per loro) è se davvero, come spesso ci si sente ripetere fino alla nausea, che continuando ad allattare si può in qualche modo interferire con lo svezzamento (inteso in questo caso come introduzione di cibi diversi dal latte materno e non come abbandono del seno).
Abbiamo già parlato dell'introduzione di cibi solidi come complementari all'allattamento e non come sostitutivi delle poppate finché, pian piano, sarà il bambino che, seguendo i suoi tempi, chiederà sempre più cibi solidi e sempre meno poppate.
Ma quando i bambini si fanno più grandicelli le critiche aumentano. A questo punto val la pena ricordare che il latte materno non perde il suo valore nutritivo dopo i 12 mesi del bambino, anzi, si adatta continuamente alle esigenze del momento (per esempio fornendo importanti anticorpi a bambini più grandicelli che sono più a contatto con il mondo e quindi ad eventuali virus e batteri). Come cita Gonzales "Non esiste un limite all'allattamento materno, non esiste alcuna motivazione, medica, psicologica o nutrizionale per svezzare obbligatoriamente ad una certa età" .
Gli studi scientifici ci dimostrano ampiamente quanto il latte continui ad essere molto importante dal punto di vista nutritvo, ed a questo punto verrebbe spontaneamente da chiedersi cosa faccia allarmare tanto nonne zii e amici quando il bambino "non cena per prendere il seno".... il bambino non perderà niente dal punto di vista nutritivo, anzi.
Inoltre potrà capitare qualche sera in cui proprio non ha voglia di mangiare, che sia perché stan crescendo i dentini, per indisposizione o anche solo per stanchezza (come può capitare anche a noi adulti del resto), ed a questo punto verrebbe da domandare ai vari inquisitori della mamma che allatta se non sia meglio sapere che, anche se sta male o non ha fame, ha comunque preso tutte le sostanze nutritive di cui necessita (oltre al calore della coccola che sembra quasi essere diventata la fonte di tutti i mali) piuttosto che andare a letto a stomaco vuoto o con una tisana il cui valore nutritivo è proprio basso.
Ci sono inoltre molti bambini che alla sera prendono latte vaccino con biscotti al posto della cena o addirittura DOPO cena e questo viene ritenuto normale, mentre una mamma che prosegue con un latte creato dalla natura su misura per il proprio cucciolo sembra quanto meno strana.
Abbiamo provato a chiedere a varie mamme che han deciso di proseguire con l'allattamento e pare che nessun bambino abbia problemi a mangiare qualsiasi cosa... anzi, generalmente son bambini che non hanno paura ad assaggiare cose nuove, dato che molto spesso hanno sentito i sapori attraverso il latte.
Quando la mamma non c'è (per esempio all'asilo) non vanno in crisi per mancanza del seno, si adattano comunque facilmente.
A questo proposito ci piacerebbe conoscere anche le vostre esperienze!
Ci teniamo inoltre a precisare che con questo articolo non intendiamo "costringere" nessuno a proseguire l'allattamento oltre all'anno di vita e non intendiamo colpevolizzare chi non lo fa. Lo scopo è quello di fornire la nostra opinione riguardo alle critiche che chi decide per un allattamento prolungato si trova a fronteggiare
BIBLIOGRAFIA E LETTURE CONSIGLIATE:
A.Bortolotti: "E se poi prende il vizio?" pregiudizi culturali e bisogni irrinunciabili dei nostri bambini ed. Il leone verde
N.J.Bumgarner: "Allatti ancora?" allattare e accurdire un bambino ai primi passi ed. La Leche League International
C.Gonzàles: Il mio bambino non mi mangia - consigli per prevenire e risolvere il problema ed. Bonomi
J Newmann, G. De Fiore "Svezzamento e allattamento" Coleman editore 2009
http://www.allattiamo.it/kdperche.htm
http://www.allattiamo.it/kdsvezz.htm
http://www.autosvezzamento.it/per-cominciare/alimentazione-complementare-a-richiesta-i/
"Finché continuerai ad allattare non mangerà mai"
"Se sa che tanto dopo c'è il seno salterà i pasti apposta"
Queste sono alcune delle innumerevoli frasi di critica che una mamma che decide assieme a suo figlio di proseguire con l'allattamento anche dopo il primo anno di vita si sentirà dire da amici, parenti, a volte perfino educatori e pediatri.
Si potrebbe ribattere riportando le linee guida dell'OMS ed altri innumerevoli studi altrettanto autorevoli che dimostrano quanti vantaggi porti allattare i propri figli fino a due anni ed anche oltre e qui in basso potrete trovare vari riferimenti scientifici. Quello che però adesso vorremmo approfondire, al di là di ricerche scientifiche sull'allattamento (anche se fa un po' sorridere che si debba fare ricerca per dimostrare che l'alimento che la natura ha creato per i nostri cuccioli sia il meglio per loro) è se davvero, come spesso ci si sente ripetere fino alla nausea, che continuando ad allattare si può in qualche modo interferire con lo svezzamento (inteso in questo caso come introduzione di cibi diversi dal latte materno e non come abbandono del seno).
Abbiamo già parlato dell'introduzione di cibi solidi come complementari all'allattamento e non come sostitutivi delle poppate finché, pian piano, sarà il bambino che, seguendo i suoi tempi, chiederà sempre più cibi solidi e sempre meno poppate.
Ma quando i bambini si fanno più grandicelli le critiche aumentano. A questo punto val la pena ricordare che il latte materno non perde il suo valore nutritivo dopo i 12 mesi del bambino, anzi, si adatta continuamente alle esigenze del momento (per esempio fornendo importanti anticorpi a bambini più grandicelli che sono più a contatto con il mondo e quindi ad eventuali virus e batteri). Come cita Gonzales "Non esiste un limite all'allattamento materno, non esiste alcuna motivazione, medica, psicologica o nutrizionale per svezzare obbligatoriamente ad una certa età" .
Gli studi scientifici ci dimostrano ampiamente quanto il latte continui ad essere molto importante dal punto di vista nutritvo, ed a questo punto verrebbe spontaneamente da chiedersi cosa faccia allarmare tanto nonne zii e amici quando il bambino "non cena per prendere il seno".... il bambino non perderà niente dal punto di vista nutritivo, anzi.
Inoltre potrà capitare qualche sera in cui proprio non ha voglia di mangiare, che sia perché stan crescendo i dentini, per indisposizione o anche solo per stanchezza (come può capitare anche a noi adulti del resto), ed a questo punto verrebbe da domandare ai vari inquisitori della mamma che allatta se non sia meglio sapere che, anche se sta male o non ha fame, ha comunque preso tutte le sostanze nutritive di cui necessita (oltre al calore della coccola che sembra quasi essere diventata la fonte di tutti i mali) piuttosto che andare a letto a stomaco vuoto o con una tisana il cui valore nutritivo è proprio basso.
Ci sono inoltre molti bambini che alla sera prendono latte vaccino con biscotti al posto della cena o addirittura DOPO cena e questo viene ritenuto normale, mentre una mamma che prosegue con un latte creato dalla natura su misura per il proprio cucciolo sembra quanto meno strana.
Abbiamo provato a chiedere a varie mamme che han deciso di proseguire con l'allattamento e pare che nessun bambino abbia problemi a mangiare qualsiasi cosa... anzi, generalmente son bambini che non hanno paura ad assaggiare cose nuove, dato che molto spesso hanno sentito i sapori attraverso il latte.
Quando la mamma non c'è (per esempio all'asilo) non vanno in crisi per mancanza del seno, si adattano comunque facilmente.
A questo proposito ci piacerebbe conoscere anche le vostre esperienze!
Ci teniamo inoltre a precisare che con questo articolo non intendiamo "costringere" nessuno a proseguire l'allattamento oltre all'anno di vita e non intendiamo colpevolizzare chi non lo fa. Lo scopo è quello di fornire la nostra opinione riguardo alle critiche che chi decide per un allattamento prolungato si trova a fronteggiare
BIBLIOGRAFIA E LETTURE CONSIGLIATE:
A.Bortolotti: "E se poi prende il vizio?" pregiudizi culturali e bisogni irrinunciabili dei nostri bambini ed. Il leone verde
N.J.Bumgarner: "Allatti ancora?" allattare e accurdire un bambino ai primi passi ed. La Leche League International
C.Gonzàles: Il mio bambino non mi mangia - consigli per prevenire e risolvere il problema ed. Bonomi
J Newmann, G. De Fiore "Svezzamento e allattamento" Coleman editore 2009
http://www.allattiamo.it/kdperche.htm
http://www.allattiamo.it/kdsvezz.htm
http://www.autosvezzamento.it/per-cominciare/alimentazione-complementare-a-richiesta-i/
giovedì 15 novembre 2012
La digestione inzia dalla bocca! Aiutiamola masticando bene...
... e per farlo , bisogna affidarsi ai nostri denti!
Cari amici, avevo già scritto un articolo che parlava dell'igiene orale fin dalla nascita del primo dentino, ma ora vorrei approfondire il metodo più consigliato per il corretto utilizzo dello spazzolino,a tutte le età.
Cari amici, avevo già scritto un articolo che parlava dell'igiene orale fin dalla nascita del primo dentino, ma ora vorrei approfondire il metodo più consigliato per il corretto utilizzo dello spazzolino,a tutte le età.
Esistono varie tecniche di spazzolamento, ma la più corretta è quella del Dott Bass.
Come si esegue ?
All'inizio ci vorrà un pò di pratica , ma mettendoci davanti allo specchio e osservandoci, acquisiremo maggior confidenza col nostro spazzolino.
Quindi, osserviamoci, teniamo la
bocca semiaperta ed immaginiamo di dividela i 4 parti: sopra e sotto,
destra e sinistra. Appoggiamo le setole dello spazzolino tra dente e
gengiva con un’angolazione di 45° rispetto all’asse maggiore dei denti.
Con un movimento vibratorio facciamo scorrere le setole fino a interessare
leggermente il solgo gengivale, cercando di non traumatizzarlo (ricordate che non è la forza applicata che vi farà ottenere una buona igiene orale, ma è la tecnica giusta che fa la differenza) .
Con un
movimento semirotatorio facciamo scorrere la testina dello spazzolino “dal
rosa verso il bianco” cioè dalla gengiva verso il
dente.
Ripetiamo questo movimento 2-3 volte per ciascun dente,
dopodichè spostiamoci leggermente più avanti.Io comincio sempre dalla parte superiore destra e poi mi sposto completando tutta la parte esterna fino
alla parte sinistra superiore.
Passo poi alla superficie interna dei miei denti e
continuando dai denti in alto a destra, concludo il giro ritornando fino
in alto a sinistra.
Non dimentichiamoci di pulire bene, spazzolando con decisione,le superfici occlusali
(cioè quelle masticanti, dei vostri denti.
Poi , ripetere tutto questo per
l’arcata inferiore.
Ecco il link del video che spiega la "tecnica di Bass modificata"
Io sostengo che lavare male i denti è come non lavarli affatto.
Riporto un esempio di una giornata tipo della maggior parte di noi:
- al mattino siamo sempre in ritardo e facciamo le cose molto frettolosamente,compresa
l'igiene orale; specialmente chi ha figli e deve correre tra scuola, asilo e lavoro...
- a pranzo mangiamo fuori e non sempre c'è la possibilità di lavarsi i denti...
- dopo cena invece, tutti noi torniamo a casa e dobbiamo prenderci il tempo necessario per
curare la nostra igiene orale e rimediare su quello che è stato trascurato durante la
giornata.
Regolette in pillole
1. Spazzola i denti per almeno 3 minuti per arcata dopo ogni pasto. Al disotto di questo tempo è difficile eliminare completamente la placca batterica da denti e gengive. Potresti impostare un timer all'inizio dello spazzolamento che ti aiuti a non accorciare il tempo necessario.
1. Spazzola i denti per almeno 3 minuti per arcata dopo ogni pasto. Al disotto di questo tempo è difficile eliminare completamente la placca batterica da denti e gengive. Potresti impostare un timer all'inizio dello spazzolamento che ti aiuti a non accorciare il tempo necessario.
2. Cambia lo spazzolino spesso. Quando le setole hanno perso la loro compattezza non esercitano più una efficace azione di pulizia. Il tempo normalmente indicato è di 2 mesi ma accorciandolo un pò si aumenta la qualità dello spazzolamento.
3. Passa lo spazzolino sui denti anteriori e posteriori allo stesso modo. In genere si tende a trascurare la parte posteriore delle arcate a vantaggio dei denti davanti. Se si mantiene questa cattiva abitudine a lungo i denti molari e le loro gengive ne risentiranno.
4. Compra spazzolini con setole artificiali che hanno le punte perfettamente arrotondate. Le setole naturali hanno punte irregolari e cave, trattengono sostanze al loro interno e non hanno un azione di sfregamento ottimale come quelle artificiali.
5. Usa preferibilmente spazzolini con setole di durezza media a meno che il tuo dentista, per motivi particolari, non ti consigli diversamente.
6. Effettua lo spazzolamento dei denti inclinando di 45° lo spazzolino rispetto all'asse del dente e muovilo verticalmente con azione rotatoria dalla gengiva verso il dente.
7. Spazzolando con la mano destra devi fare attenzione a non trascurare alcune zone delle arcate, ad esempio la zona interna superiore destra.
8. Quando hai finito di spazzolare i denti passa il filo interdentale e pulisci la lingua con strumenti appositi. Quest'ultima è un'ottima abitudine per la prevenzione di carie, parodontopatie e disturbi dell'alito (alitosi).
9. Eseguendo un corretto spazzolamento dei denti associato all'utilizzo del filo interdentale e del puliscilingua non è necessario di routine effettuare anche sciacqui con i collutori. Questi ultimi si rendono però indispensabili per la cura e la profilassi di condizioni particolari.
sabato 22 settembre 2012
Sughi e condimenti per pasta e cereali
Ecco qualche idea per fare dei sughi da fare in casa per condire pasta e cerali. Potete prepararli in anticipo, in un momento in cui avete più tempo (a tal proposto potete guardare l'articolo sui metodi di conservazione, e consumarli in seguito per rendere pasta e cerali gustosi e nutrienti.
PESTO ALLA GENOVESE
2 spicchi d'aglio
50g di basilico a foglie strette
100 ml olio evo
6 cucchiai di parmigiano reggiano
2 cucchiai di pecorino
1 cucchiaio di pinoli
1 pizzico di sale marino integrale
Pulire le foglie di basilico con un panno morbido e non lavarle con l'acqua. Pestare l'aglio in un mortaio, quando sarà diventato una sorta di crema aggiungere il basilico assieme al sale grosso.
chiacciate, quindi, il basilico contro le pareti del mortaio ruotando il pestello da sinistra verso destra e contemporaneamente ruotate il mortaio in senso contrari e continuare così fino a quando dalle foglie di basilico non uscirà un liquido verde brillante. Aggiungere i pinoli e continuare a pestare per ridurre in crema.
A questo punto aggiungere i formaggi e l'olio continuando a pestare finchè non si forma una salsa omogenea.
Se invece decidete di farlo con un frullatore attenzione ad usare solo lame in plastica perchè quelle in metallo non fan sprigionare bene i sapori e rendono il pesto amarognolo.
SUGO DI NOCI
20 g di noci
100 g di ricotta
1 cucchiaio di formaggio pecorino grattuggiato o parmigiano
latte di capra o vaccino q.b.
Frullare le noci e la ricott dosando il latte per ottenere una crema morbida.
POMODORI SECCHI E PANGRATTATO
12 pomodori secchi
2 picchi d'aglio
4 cucchiai di olio
prezzemolo
pangrattato
In un piatto tagliuzzate i pomodori secchi fino a ridurli in tanti pezzettini piccoli, nel frattempo in una padella antiaderente mettete i 4 cucchiai d'olio, 2 spicchi d'aglio tritati e prezzemolo tritato a piacere. Fate appena sfumare facendo attenzione a non strinare l'aglio ed aggiungete i pomodori secchi precedentemente tagliati. Fate andare a fiamma lenta per un paio di minuti e poi spegnete. A parte, in un altro padellino mettete il pangrattato ed 1 filo d'olio, accendete a fuoco bassissimo e girate con un cucchiaio di legno fino a quando non avrà assunto un bel colore dorato. Fate attenzione anche dopo aver spento la fiamma, perchè il calore della pentola continuerà a cuocere il pangrattato quindi dovrete rigirarlo spesso.
PESTO DI PANTELLERIA
250 g di pomodori
1 spicchi d'aglio
1 manciate di foglie di basilico
1 foglia di mentuccia
1 bicchiere di olio evo
sale q.b.
origano q.b.
Lavate e sbollentate i pomodori, pelateli, privateli dei semi e schiacciateli con le mani in modo da far uscire tutto il liquido. Pestate nel mortaio gli spicchi d'aglio, il basilico, la mentuccia e unite il tutto al pomodoro aggiungendo l'olio, sale e origano.
Volendo si può spolverare con un po' di peperoncino e si possono aggiungere delle fettine di melanzane grigliate.
PESTO ALLA GENOVESE
2 spicchi d'aglio
50g di basilico a foglie strette
100 ml olio evo
6 cucchiai di parmigiano reggiano
2 cucchiai di pecorino
1 cucchiaio di pinoli
1 pizzico di sale marino integrale
Pulire le foglie di basilico con un panno morbido e non lavarle con l'acqua. Pestare l'aglio in un mortaio, quando sarà diventato una sorta di crema aggiungere il basilico assieme al sale grosso.
chiacciate, quindi, il basilico contro le pareti del mortaio ruotando il pestello da sinistra verso destra e contemporaneamente ruotate il mortaio in senso contrari e continuare così fino a quando dalle foglie di basilico non uscirà un liquido verde brillante. Aggiungere i pinoli e continuare a pestare per ridurre in crema.
A questo punto aggiungere i formaggi e l'olio continuando a pestare finchè non si forma una salsa omogenea.
Se invece decidete di farlo con un frullatore attenzione ad usare solo lame in plastica perchè quelle in metallo non fan sprigionare bene i sapori e rendono il pesto amarognolo.
SUGO DI NOCI
20 g di noci
100 g di ricotta
1 cucchiaio di formaggio pecorino grattuggiato o parmigiano
latte di capra o vaccino q.b.
Frullare le noci e la ricott dosando il latte per ottenere una crema morbida.
POMODORI SECCHI E PANGRATTATO
12 pomodori secchi
2 picchi d'aglio
4 cucchiai di olio
prezzemolo
pangrattato
In un piatto tagliuzzate i pomodori secchi fino a ridurli in tanti pezzettini piccoli, nel frattempo in una padella antiaderente mettete i 4 cucchiai d'olio, 2 spicchi d'aglio tritati e prezzemolo tritato a piacere. Fate appena sfumare facendo attenzione a non strinare l'aglio ed aggiungete i pomodori secchi precedentemente tagliati. Fate andare a fiamma lenta per un paio di minuti e poi spegnete. A parte, in un altro padellino mettete il pangrattato ed 1 filo d'olio, accendete a fuoco bassissimo e girate con un cucchiaio di legno fino a quando non avrà assunto un bel colore dorato. Fate attenzione anche dopo aver spento la fiamma, perchè il calore della pentola continuerà a cuocere il pangrattato quindi dovrete rigirarlo spesso.
PESTO DI PANTELLERIA
250 g di pomodori
1 spicchi d'aglio
1 manciate di foglie di basilico
1 foglia di mentuccia
1 bicchiere di olio evo
sale q.b.
origano q.b.
Lavate e sbollentate i pomodori, pelateli, privateli dei semi e schiacciateli con le mani in modo da far uscire tutto il liquido. Pestate nel mortaio gli spicchi d'aglio, il basilico, la mentuccia e unite il tutto al pomodoro aggiungendo l'olio, sale e origano.
Volendo si può spolverare con un po' di peperoncino e si possono aggiungere delle fettine di melanzane grigliate.
sabato 8 settembre 2012
Bambini schizzinosi
Quando si parla di bambini schizzinosi anzitutto si dovrebbe fare un po' di chiarezza con cosa si intende con questa parola. Un bambino (o una persona) è schizzinoso quando non mangia quanti cibi? Per essere schizzinoso deve essere un bambino che non assaggia o se almeno assaggia schizzinoso non lo è più?
Per rispondere a questa domanda ho provato a vedere cosa ci dice il dizionario etimologico, perché come abbiamo già visto riguardo alla parola "svezzamento" tante volte è proprio il significato di una parola a dircela lunga su quello che una determinata cultura intende con un termine: probabilmente deriva dal tedesco "Quetschen", cioè schiacciare (il naso), un atteggiamento tipico dello schizzinoso. Per cui ha a che fare con la smorfiosaggine, con il "capriccio" ed è un significato che va ben oltre al cibo.
A questo punto mi viene da pensare che l'accezione di questo termine, riferito all'alimentazione dei bambini, abbia un'accezione di critica: è un capriccio che si deve far passare a tutti i costi, perché se il bambino diventa "schizzinoso" poi sono guai.
Forse a questo punto faremmo bene a fermarci a riflettere su cosa intendiamo davvero con questo termine ed anche sul fatto che questo comportamento, così come altri, non è innato, ma viene appreso ed anche in questo caso l'esempio che conta è quello dei genitori, in quanto il bambino risponde con competenza a quanto gli succede attorno*
Anzitutto dobbiamo ricordarci che i bambini son tutti diversi ed hanno una propria indole alimentare che ci manifestano già da neonati: ci sono bambini che si avventano sul seno della madre come fossero ventose e probabilmente saranno bambini che si avventeranno sul cibo a quattro palmenti, mentre vi sono bambini "degustatori" che preferiranno prendere il cibo fra le dita per studiarlo bene bene, annusandolo, prima di assaggiarlo.
Non meno importante è ricordarsi che i bambini hanno papille gustative estremamente sensibili, a differenza degli adulti che se le son guastate mangiando cose troppo saporite, zuccherate e spesso anche fumando, per cui un minimo cambiamento che noi non percepiamo nemmeno più può portare al rifiuto di un piatto che è sempre stato accolto con gusto (tipica la frase "ma come! fino a ieri lo mangiavi!")....
Anche e soprattutto l'atteggiamento dei genitori, che tendono ad enfatizzare il "gusto" del cibo con commenti inopportuni (è buonissimo!) e ad enfatizzare anche le reazioni del bambino può portare a spiacevoli conseguenze. Se ci fermiamo a riflettere un secondo non ci verrebbe mai in mente di dar da mangiare ad un nostro amico qualcosa che sappiamo non piacere dicendo "ma dai! mangialo tutto che è buono!" o, peggio ancora, facendo leva sul senso di colpa ("ho cucinato con tanto amore!"). I bambini sono esseri umani con i loro gusti ed i loro momenti più o meno critici, anche loro sono condizionati dall'ambiente e dalle circostanze come la stanchezza o un particolare bisogno di attenzione e non possiamo prendercela con un bambino che semplicemente è coerente con i suoi gusti ed i suoi stati d'animo solo perché non rispetta quelle che sono le nostre aspettative.
Un altro atteggiamento che può portare al rifiuto del cibo è il caricare eccessivamente la decisione sul cosa mangiare da parte del bambino. Non dobbiamo dimenticarci che il bambino sa esattamente quali siano i suoi bisogni ed i suoi desideri, ma la guida devono essere SEMPRE i genitori. Se è giusto chiedere ad un bambino cosa gli piacerebbe mangiare e discuterne insieme d'altro canto è anche giusto non mettere la responsabilità dell'alimentazione della famiglia sulle spalle di un bambino, magari per poi sentirsi "offesi" quando poi non mangia quel che ha chiesto.
Non vogliamo offrire formule magiche per risolvere il "problema" dei bambini schizzinosi, perché ogni caso è diverso, ogni famiglia è diversa, ma solo proporre qualche spunto di riflessione sugli atteggiamenti della famiglia verso il cibo.
Alle volte basta il buon esempio (un genitore che dichiare di non amare particolarmente i cavoli, ma che li mangia ugualmente, è di certo un esempio migliore di un adulto che si forza a mangiare qualcosa che non gli piace dichiarando che è buono e fa bene), altre volte dimostrarsi interessati ai gusti del figlio, magari chiedendo perché non piace, fargli capire che ci interessa il suo punto di vista, non accusandolo di non mangiare qualcosa che è buono e fa bene e basta. Così come non si può pretendere che un bambino stia tranquillo e fermo a tavola se il genitore si alza ogni due minuti col cellulare in mano.
Alcune volte basta non riproporre sempre la solita minestra, ma variare e far scoprire nuovi sapori che potrebbero essere più graditi di altri.
Sicuramente chi ben incomincia, facendo scoprire gusti e consistenze fin dall'inizio, ma non è mai troppo tardi per riportare armonia ed equilibrio a tavola. Il pasto dovrebbe essere un momento in cui si sta insieme, non una tortura o un interrgatorio, lontano da altre distrazioni come tv, cellulari e giornali.
Un momento in cui tutti i componenti della famiglia vengono rispettati, chi abbiano 6 mesi o 90 anni.
*Cfr Jesper Juul, "Il bambino è competente" ed. Feltrinelli
Cura e Igiene degli alimenti
Care amiche, non dimentichiamoci dell’importanza della pulizia e dell’ igiene di dove mangiamo ,cuciniamo
e conserviamo i cibi.
Per iniziare possiamo dare una bella rinfrescata al nostro
frigo, utilizzando dei prodotto naturali fatti in casa proprio con le nostre
mani!
ACETO-BICARBONATO-SALE-LIMONE
Saranno i nostri ingredienti magici per pulire tutta la casa!
Acqua e Aceto: si può ad esempio usare uno spruzzatore
riempito per ¾ di acqua e per ¼ di aceto, spruzzando le parti interessate e
rimuovendo lo sporco con una spugna, avendo l’accortezza di lasciar agire un
minuto nel caso in cui lo sporco sia resistente.
Per assorbire e neutralizzare gli odori dal frigo, basta
prendere un piccolo contenitore e riempirlo di bicarbonato mettendolo nello
sportello.
6 REGOLE D’ORO
-Laviamoci sempre le mani con sapone prima di cucinare o di
toccare gli alimenti.
-Cibi cotti e crudi vanno conservati separatamente, per evitare
che si contamino a vicenda o che i batteri passino dagli alimenti crudi a cotti.
-La carne e il pesce crudi andrebbero sistemati nel ripiano
basso del frigo, su un piatto, in modo che i succhi che fuoriescono non cadano
sugli altri alimenti. Se non li cucinate subito, cercate di congelarli e
assicuratevi che il freezer e il congelatore siano alla giusta temperatura.
-Se non potete usare un tagliere per
la carne, pollame , il pesce crudi e un altro per i cibi già pronti da consumare, come l’insalata
e la frutta, potete usarne uno e assicuravi (ma questo vale in ogni caso) che
sia bel pulito e disinfettato. Come? Con acqua calda saponata e una bella
strofinata di bicarbonato potete stare tranquilli.
-Non mettere mai alimenti cotti in un piatto dove prima
avete messo carne o pesce crudi senza averlo prima lavato per bene.
-Quando cucinate, assicuratevi di scaldare o cuocere i cibi alla giusta temperatura di
sicurezza. Questo vale specialmente per gli avanzi di salse, zuppe e piatti in
umido.
fonte: I rimedi della nonna
Latte vaccino: è davvero indispensabile ?
Si è sempre creduto che il latte di mucca fosse indispensabile
per il nutrimento di grandi e piccini,
in realtà nuovi studi hanno affermato che il LV andrebbe evitato .
Il dott. Benjiamin
Spock, padre della moderna pediatria, ex grande sostenitore del latte vaccino,
ora ha sposato la tesi che latte di mucca fa male, soprattutto in fase di crescita, perché
può provocare molte deficienze immunitarie e disturbi vari, tra cui l’anemia,
allergie e persino un insufficiente sviluppo cerebrale.
A quanto pare,i primi anni dovremmo bere solo latte materno e lasciare che il latte di mucca lo bevano i
vitellini visto che è un alimento prodotto dalle mucche appositamente per loro.
È come se un giorno l’asina impazzisse e nutrisse il suo cucciolo col latte di
cammello.
Questo è quanto afferma l’Istituto Nazionale della
Nutrizione.
Fino a tre secoli fa , nessuno aveva mai bevuto latte di
mucca e l’impennata commerciale c’è stata negli ultimi 50 anni.
Pensandoci un attimo, noi siamo gli unici mammiferi che bevono
il latte di altri mammiferi!
Un altro “contro” del LV è il suo alto contenuto di proteine
e grassi, infatti contiene dal 3,5% al 5% di proteine, contro l’1,2% del latte
umano.
Ricordiamoci che in una dieta equilibrata non c’è bisogno di tante proteine animali!(vedi
piramide alimentare)
Anche il mito del “calcio” è stato sfatato.
Si, perché negli
alimenti vegetali c’è un contenuto più alto!
Ecco una tabella che può essere d’aiuto:
Latte vaccino - Alimenti vegetali
Per ogni 100g. di alimento Calcio contenuto in mg.
Latte vaccino intero 118
Latte di capra 129
Panna cruda vaccina 102
Semi di sesamo 1160
Tahin (burro di semi di sesamo) 100
Mandorle 234
Nocciole 209
Tofu secco 590
Tofu fresco 146
Tempeh 142
Farina di soia 189
Avena integrale 55
Orzo allo stato grezzo 32
Fu (prot. veg. Glutine) 33
Seitan
(prot. Veg. Glutine) 19
Riso integrale 22
Ceci 150
Amaranto 490
Quinoa 141
Broccolo 103
Cime di rapa 246
Foglie di barbabietola 119
Foglie di cavolo 203
Alghe arame 1170
Alghe hijiki 1400
Alghe wakame 1300
Tè bancha in rametti 720
(Fonti: Manuale n. 8 (1975) del Ministero dell’agricoltura
degli Stati Uniti
(1964-1984) Associazione giapponese per l’alimentazione
(1981-82) Tabelle tedesche della composizione dei cibi e
della nutrizione).
Quindi, dopo aver fatto i conti, il latte vaccino lo
lasciamo ai vitellini?
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