giovedì 15 novembre 2012

La digestione inzia dalla bocca! Aiutiamola masticando bene...

... e per farlo , bisogna affidarsi ai nostri denti!

Cari amici, avevo già scritto un articolo che parlava dell'igiene orale fin dalla nascita del primo dentino, ma  ora vorrei approfondire il metodo più consigliato per il corretto utilizzo dello spazzolino,a tutte le età.


Esistono varie tecniche di spazzolamento, ma la più corretta è quella del  Dott Bass.

 
Come si esegue ?

All'inizio ci vorrà un pò di pratica , ma mettendoci davanti allo specchio e osservandoci, acquisiremo maggior confidenza col nostro spazzolino.

Quindi, osserviamoci, teniamo la bocca semiaperta ed immaginiamo di dividela i 4 parti: sopra e sotto, destra e sinistra. Appoggiamo le setole dello spazzolino tra dente e gengiva con un’angolazione di 45° rispetto all’asse maggiore dei denti. Con un movimento vibratorio facciamo scorrere le setole fino a interessare leggermente il solgo gengivale, cercando di non traumatizzarlo (ricordate che non è la forza applicata che vi farà ottenere una buona igiene orale, ma è la tecnica giusta che fa la differenza) . 

Con un movimento semirotatorio facciamo scorrere la testina dello spazzolino “dal rosa verso il bianco” cioè dalla gengiva verso il dente. 

Ripetiamo questo movimento 2-3 volte per ciascun dente, dopodichè spostiamoci leggermente più avanti.Io comincio sempre dalla parte superiore destra e poi mi sposto completando tutta la parte esterna fino alla parte sinistra superiore.
Passo poi alla superficie interna dei miei denti e continuando dai denti in alto a destra, concludo il giro ritornando fino in alto a sinistra. 
Non dimentichiamoci di pulire bene, spazzolando con decisione,le superfici occlusali (cioè quelle masticanti, dei vostri denti.

Poi , ripetere tutto questo per l’arcata inferiore.


Ecco il link del video che spiega la "tecnica di Bass modificata"

Io sostengo che lavare male i denti è come non lavarli affatto.
Riporto un esempio di una giornata tipo della maggior parte di noi:

- al mattino siamo sempre in ritardo e facciamo le cose molto frettolosamente,compresa  
   l'igiene orale; specialmente chi ha figli e deve correre tra scuola, asilo e lavoro... 
- a pranzo mangiamo fuori e non sempre c'è la possibilità di lavarsi i denti...
- dopo cena invece, tutti noi torniamo a casa e  dobbiamo prenderci il tempo necessario per 
   curare la  nostra igiene orale e rimediare su quello che è stato trascurato durante la  
   giornata.
                                                                      
Regolette  in pillole

1. Spazzola i denti per almeno 3 minuti per arcata dopo ogni pasto. Al disotto di questo tempo è difficile eliminare completamente la placca batterica da denti e gengive. Potresti impostare un timer all'inizio dello spazzolamento che ti aiuti a non accorciare il tempo necessario. 

2. Cambia lo spazzolino spesso. Quando le setole hanno perso la loro compattezza non esercitano più una efficace azione di pulizia. Il tempo normalmente indicato è di 2 mesi ma accorciandolo un pò si aumenta la qualità dello spazzolamento.

3. Passa lo spazzolino sui denti anteriori e posteriori allo stesso modo. In genere si tende a trascurare la parte posteriore delle arcate a vantaggio dei denti davanti. Se si mantiene questa cattiva abitudine a lungo i denti molari e le loro gengive ne risentiranno.


4. Compra spazzolini con setole artificiali che hanno le punte perfettamente arrotondate. Le setole naturali hanno punte irregolari e cave, trattengono sostanze al loro interno e non hanno un azione di sfregamento ottimale come quelle artificiali.

5. Usa preferibilmente spazzolini con setole di durezza media a meno che il tuo dentista, per motivi particolari, non ti consigli diversamente.

6. Effettua lo spazzolamento dei denti inclinando di 45° lo spazzolino rispetto all'asse del dente e muovilo verticalmente con azione rotatoria dalla gengiva verso il dente.

7. Spazzolando con la mano destra devi fare attenzione a non trascurare alcune zone delle arcate, ad esempio la zona interna superiore destra.

8. Quando hai finito di spazzolare i denti passa il filo interdentale e pulisci la lingua con strumenti appositi. Quest'ultima è un'ottima abitudine per la prevenzione di carie, parodontopatie e disturbi dell'alito (alitosi).

9. Eseguendo un corretto spazzolamento dei denti associato all'utilizzo del filo interdentale e del puliscilingua non è necessario di routine effettuare anche sciacqui con i collutori. Questi ultimi si rendono però indispensabili per la cura e la profilassi di condizioni particolari.


sabato 22 settembre 2012

Sughi e condimenti per pasta e cereali

Ecco qualche idea per fare dei sughi da fare in casa per condire pasta e cerali. Potete prepararli in anticipo, in un momento in cui avete più tempo (a tal proposto potete guardare l'articolo sui metodi di conservazione, e consumarli in seguito per rendere pasta e cerali gustosi e nutrienti.

PESTO ALLA GENOVESE

2 spicchi d'aglio
50g di basilico a foglie strette
100 ml olio evo
6 cucchiai di parmigiano reggiano
2 cucchiai di pecorino
1 cucchiaio di pinoli
1 pizzico di sale marino integrale

Pulire le foglie di basilico con un panno morbido e non lavarle con l'acqua. Pestare l'aglio in un mortaio, quando sarà diventato una sorta di crema aggiungere il basilico assieme al sale grosso.
chiacciate, quindi, il basilico contro le pareti del mortaio ruotando il pestello da sinistra verso destra e contemporaneamente ruotate il mortaio  in senso contrari e continuare così fino a quando dalle foglie di basilico non uscirà un liquido verde brillante. Aggiungere i pinoli e continuare a pestare per ridurre in crema.
A questo punto aggiungere i formaggi e l'olio continuando a pestare finchè non si forma una salsa omogenea.
Se invece decidete di farlo con un frullatore attenzione ad usare solo lame in plastica perchè quelle in metallo non fan sprigionare bene i sapori e rendono il pesto amarognolo.

SUGO DI NOCI

20 g di noci
100 g di ricotta
1 cucchiaio di formaggio pecorino grattuggiato o parmigiano

latte di capra o vaccino  q.b.

Frullare le noci e la ricott dosando il latte per ottenere una crema morbida.


POMODORI SECCHI E PANGRATTATO

12 pomodori secchi
2 picchi d'aglio
4 cucchiai di olio
prezzemolo
pangrattato


In un piatto tagliuzzate i pomodori secchi fino a ridurli in tanti pezzettini piccoli, nel frattempo in una padella antiaderente mettete i 4 cucchiai d'olio, 2 spicchi d'aglio tritati e prezzemolo tritato a piacere. Fate appena sfumare facendo attenzione a non strinare l'aglio ed aggiungete i pomodori secchi precedentemente tagliati. Fate andare a fiamma lenta per un paio di minuti e poi spegnete. A parte, in un altro padellino mettete il pangrattato ed 1 filo d'olio, accendete a fuoco bassissimo e girate con un cucchiaio di legno fino a quando non avrà assunto un bel colore dorato. Fate attenzione anche dopo aver spento la fiamma, perchè il calore della pentola continuerà a cuocere il pangrattato quindi dovrete rigirarlo spesso.

PESTO DI PANTELLERIA

250 g di pomodori 
1 spicchi d'aglio 
1 manciate di foglie di basilico
1 foglia di mentuccia
1 bicchiere di olio evo
sale q.b.
origano q.b.

 Lavate e sbollentate i pomodori, pelateli, privateli dei semi e schiacciateli con le mani in modo da far uscire tutto il liquido. Pestate nel mortaio gli spicchi d'aglio, il basilico, la mentuccia e unite il tutto al pomodoro aggiungendo l'olio, sale e origano.
Volendo si può spolverare con un po' di peperoncino e si possono aggiungere delle fettine di  melanzane grigliate.

sabato 8 settembre 2012

Bambini schizzinosi



Quando si parla di bambini schizzinosi anzitutto si dovrebbe fare un po' di chiarezza con cosa si intende con questa parola. Un bambino (o una persona) è schizzinoso quando non mangia quanti cibi? Per essere schizzinoso deve essere un bambino che non assaggia o se almeno assaggia schizzinoso non lo è più?

Per rispondere a questa domanda ho provato a vedere cosa ci dice il dizionario etimologico, perché come abbiamo già visto riguardo alla parola "svezzamento" tante volte è proprio il significato di una parola a dircela lunga su quello che una determinata cultura intende con un termine: probabilmente deriva dal tedesco "Quetschen", cioè schiacciare (il naso), un atteggiamento tipico dello schizzinoso. Per cui ha a che fare con la smorfiosaggine, con il "capriccio" ed è un significato che va ben oltre al cibo.
A questo punto mi viene da pensare che l'accezione di questo termine, riferito all'alimentazione dei bambini, abbia un'accezione di critica: è un capriccio che si deve far passare a tutti i costi, perché se il bambino diventa "schizzinoso" poi sono guai.

Forse a questo punto faremmo bene a fermarci a riflettere su cosa intendiamo davvero con questo termine ed anche sul fatto che questo comportamento, così come altri, non è innato, ma viene appreso ed anche in questo caso l'esempio che conta è quello dei genitori, in quanto il bambino risponde con competenza a quanto gli succede attorno*
Anzitutto dobbiamo ricordarci che i bambini son tutti diversi ed hanno una propria indole alimentare che ci manifestano già da neonati: ci sono bambini che si avventano sul seno della madre come fossero ventose e probabilmente saranno bambini che si avventeranno sul cibo a quattro palmenti, mentre vi sono bambini "degustatori" che preferiranno prendere il cibo fra le dita per studiarlo bene bene, annusandolo, prima di assaggiarlo.
Non meno importante è ricordarsi che i bambini hanno papille gustative estremamente sensibili, a differenza degli adulti che se le son guastate mangiando cose troppo saporite, zuccherate e spesso anche fumando, per cui un minimo cambiamento che noi non percepiamo nemmeno più può portare al rifiuto di un piatto che è sempre stato accolto con gusto (tipica la frase "ma come! fino a ieri lo mangiavi!")....
Anche e soprattutto l'atteggiamento dei genitori, che tendono ad enfatizzare il "gusto" del cibo con commenti inopportuni (è buonissimo!) e ad enfatizzare anche le reazioni del bambino può portare a spiacevoli conseguenze. Se ci fermiamo a riflettere un secondo non ci verrebbe mai in mente di dar da mangiare ad un nostro amico qualcosa che sappiamo non piacere dicendo "ma dai! mangialo tutto che è buono!" o, peggio ancora, facendo leva sul senso di colpa ("ho cucinato con tanto amore!"). I bambini sono esseri umani con i loro gusti ed i loro momenti più o meno critici, anche loro sono condizionati dall'ambiente e dalle circostanze come la stanchezza o un particolare bisogno di attenzione e non possiamo prendercela con un bambino che semplicemente è coerente con i suoi gusti ed i suoi stati d'animo solo perché non rispetta quelle che sono le nostre aspettative.
Un altro atteggiamento che può portare al rifiuto del cibo è il caricare eccessivamente la decisione sul cosa mangiare da parte del bambino. Non dobbiamo dimenticarci che il bambino sa esattamente quali siano i suoi bisogni ed i suoi desideri, ma la guida devono essere SEMPRE i genitori. Se è giusto chiedere ad un bambino cosa gli piacerebbe mangiare e discuterne insieme d'altro canto è anche giusto non mettere la responsabilità dell'alimentazione della famiglia sulle spalle di un bambino, magari per poi sentirsi "offesi" quando poi non mangia quel che ha chiesto.

Non vogliamo offrire formule magiche per risolvere il "problema" dei bambini schizzinosi, perché ogni caso è diverso, ogni famiglia è diversa, ma solo proporre qualche spunto di riflessione sugli atteggiamenti della famiglia verso il cibo.
Alle volte basta il buon esempio (un genitore che dichiare di non amare particolarmente i cavoli, ma che li mangia ugualmente, è di certo un esempio migliore di un adulto che si forza a mangiare qualcosa che non gli piace dichiarando che è buono e fa bene), altre volte dimostrarsi interessati ai gusti del figlio, magari chiedendo perché non piace, fargli capire che ci interessa il suo punto di vista, non accusandolo di non mangiare qualcosa che è buono e fa bene e  basta. Così come non si può pretendere che un bambino stia tranquillo e fermo a tavola se il genitore si alza ogni due minuti col cellulare in mano.
Alcune  volte basta non riproporre sempre la solita minestra, ma variare e far scoprire nuovi sapori che potrebbero essere più graditi di altri.

Sicuramente chi ben incomincia, facendo scoprire gusti e consistenze fin dall'inizio, ma non è mai troppo tardi per riportare armonia ed equilibrio a tavola. Il pasto dovrebbe essere un momento in cui si sta insieme, non una tortura o un interrgatorio, lontano da altre distrazioni come tv, cellulari e giornali.
Un momento in cui tutti i componenti della famiglia vengono rispettati, chi abbiano 6 mesi o 90 anni.




*Cfr Jesper Juul, "Il bambino è competente" ed. Feltrinelli

Cura e Igiene degli alimenti




Care amiche, non dimentichiamoci dell’importanza  della pulizia e dell’ igiene di dove mangiamo ,cuciniamo e conserviamo i cibi.
Per iniziare possiamo dare una bella rinfrescata al nostro frigo, utilizzando dei prodotto naturali fatti in casa proprio con le nostre mani!

ACETO-BICARBONATO-SALE-LIMONE 

Saranno i nostri ingredienti magici per pulire tutta la casa!

Acqua e Aceto: si può ad esempio usare uno spruzzatore riempito per ¾ di acqua e per ¼ di aceto, spruzzando le parti interessate e rimuovendo lo sporco con una spugna, avendo l’accortezza di lasciar agire un minuto nel caso in cui lo sporco sia resistente.
Per assorbire e neutralizzare gli odori dal frigo, basta prendere un piccolo contenitore e riempirlo di bicarbonato mettendolo nello sportello.

6 REGOLE D’ORO

-Laviamoci sempre le mani con sapone prima di cucinare o di toccare gli alimenti.

-Cibi cotti e crudi vanno conservati separatamente, per evitare che si contamino a vicenda o che i batteri passino dagli alimenti crudi a cotti.

-La carne e il pesce crudi andrebbero sistemati nel ripiano basso del frigo, su un piatto, in modo che i succhi che fuoriescono non cadano sugli altri alimenti. Se non li cucinate subito, cercate di congelarli e assicuratevi che il freezer e il congelatore siano alla giusta temperatura.

-Se non potete usare un  tagliere per  la carne, pollame , il pesce crudi e un altro per  i cibi già pronti da consumare, come l’insalata e la frutta, potete usarne uno e assicuravi (ma questo vale in ogni caso) che sia bel pulito e disinfettato. Come? Con acqua calda saponata e una bella strofinata di bicarbonato potete stare tranquilli.

-Non mettere mai alimenti cotti in un piatto dove prima avete messo carne o pesce crudi senza averlo prima lavato per bene.

-Quando cucinate, assicuratevi di scaldare  o cuocere i cibi alla giusta temperatura di sicurezza. Questo vale specialmente per gli avanzi di salse, zuppe e piatti in umido.

fonte: I rimedi della nonna

Latte vaccino: è davvero indispensabile ?




Si è sempre creduto che il latte di mucca fosse indispensabile per il nutrimento  di grandi e piccini, in realtà nuovi studi hanno affermato che il LV  andrebbe evitato .

Il  dott. Benjiamin Spock, padre della moderna pediatria, ex grande sostenitore del latte vaccino, ora ha sposato la tesi che latte di mucca  fa male, soprattutto in fase di crescita, perché può provocare molte deficienze immunitarie e disturbi vari, tra cui l’anemia, allergie e persino un insufficiente sviluppo cerebrale.
A quanto pare,i primi anni  dovremmo bere solo latte materno  e lasciare che il latte di mucca lo bevano i vitellini visto che è un alimento prodotto dalle mucche appositamente per loro. È come se un giorno l’asina impazzisse e nutrisse il suo cucciolo col latte di cammello.
Questo è quanto afferma l’Istituto Nazionale della Nutrizione.
Fino a tre secoli fa , nessuno aveva mai bevuto latte di mucca e l’impennata commerciale c’è stata negli ultimi 50 anni.
Pensandoci un attimo, noi siamo gli unici mammiferi che bevono il latte di altri mammiferi!
Un altro “contro” del LV è il suo alto contenuto di proteine e grassi, infatti contiene dal 3,5% al 5% di proteine, contro l’1,2% del latte umano.
Ricordiamoci che in una dieta equilibrata  non c’è bisogno di tante proteine animali!(vedi piramide alimentare)
Anche il mito del “calcio” è stato sfatato.
Si, perché  negli alimenti vegetali c’è un contenuto più alto!
Ecco una tabella che può essere d’aiuto:

Latte vaccino - Alimenti vegetali
Per ogni 100g. di alimento Calcio contenuto in mg.

Latte vaccino intero 118
Latte di capra 129
Panna cruda vaccina 102
Semi di sesamo 1160
Tahin (burro di semi di sesamo) 100
Mandorle 234
Nocciole 209
Tofu secco 590
Tofu fresco 146
Tempeh 142
Farina di soia 189
Avena integrale 55
Orzo allo stato grezzo 32
Fu (prot. veg. Glutine) 33
Seitan (prot. Veg. Glutine) 19
Riso integrale 22
Ceci 150
Amaranto 490
Quinoa 141
Broccolo 103
Cime di rapa 246
Foglie di barbabietola 119
Foglie di cavolo 203
Alghe arame 1170
Alghe hijiki 1400
Alghe wakame 1300
Tè bancha in rametti 720

(Fonti: Manuale n. 8 (1975) del Ministero dell’agricoltura degli Stati Uniti
(1964-1984) Associazione giapponese per l’alimentazione
(1981-82) Tabelle tedesche della composizione dei cibi e della nutrizione).

Quindi, dopo aver fatto i conti, il latte vaccino lo lasciamo ai vitellini?

martedì 21 agosto 2012

Noi ,siamo ciò che mangiamo ?

Qualche giorno fa mi trovavo in spiaggia con una persona meravigliosa a parlare dell’alimentazione naturale e dei suoi benefici e ogni volta scopro sempre qualcosa…
Trovo che ci siano persone che trasmettono tantissima luce ed energia positiva…infatti lei è una di quelle.
L’ascolterei parlare per ore perché tutto quello che dice è luce!
Marisa ha fatto un lungo percorso di studi e credo che ci sia tanto da imparare , infatti, da brava curiosona,  ne ho approfittato per conoscere cose nuove.
Lei è vegana-crudista , quindi naturalissima ma troppo "drastica"  per me e la mia famiglia :)  !
Ma la cosa che mi ha colpito è stata proprio l’amore e la passione per quello in cui crede… 

“NOI SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO E L’ALIMENTAZIONE INCIDE  SUL NOSTRO CARATTERE”

Questa frase mi ha davvero incuriosito e ho deciso di fare una ricerca sul web trovando  questo articolo a mio avviso  molto interessante che sintetizza la mia ricerca:

 “Zuccheri, grassi e proteine: incidono sul carattere?”

Parliamo di alimentazione e psiche: quello che mangiamo è in grado di modificare il nostro modo d’essere, di relazionarci con il mondo, il nostro umore e la nostra indole? Secondo la tradizione orientale sì: pensiamo all’ayurveda, allo yoga, alla meditazione e alla medicina tradizionale cinese.
 Conoscere quello che una persona mangia può dirci molto riguardo il suo carattere: pensiamo banalmente al manager caffeinomane, che di certo non trasmette la quintessenza della tranquillità. Oppure, pensiamo all’indole differente dei vegetariani a confronto di chi fa ampio consumo di proteine animali e carne rossa.
La nostra alimentazione è la struttura sulla quale viene plasmata la nostra psiche.
Se mangiamo bene, viviamo bene. Sono convinta che un pasto cucinato con amore e con materie prime eccellenti sia in grado di nutrire non solo il corpo, ma qualcosa di più: chiamatela anima o psykè o Atman o non chiamatela affatto, poco cambia.
Vediamo però di approfondire l’argomento.

“Zuccheri semplici e complessi”

Parlando dell’indice glicemico abbiamo visto come un aumento troppo rapido degli zuccheri nel sangue implichi un’altrettanto brusca discesa, che innesca un circolo vizioso di fame e voglia di dolci. Il cervello, infatti, si nutre esclusivamente di carboidrati: se essi gli vengono dati sottoforma di zuccheri semplici li esaurirà entro breve e ne chiederà subito altri; se invece nutriamo il nostro Capo con carboidrati a lento rilascio (cereali integrali, legumi) andrà molto più difficilmente in carenza. 
Per il cervello si parla dunque di carenza di zuccheri; l’avrete probabilmente provato anche voi: quella sensazione di ottundimento mentale, con giramento di testa, scarsa concentrazione, sonnolenza e apatia. Da quest’evidenza traiamo quindi la conclusione che un’alimentazione con troppi zuccheri semplici implica una costante sensazione di annebbiamento mentale e pigrizia. 
Non solo: il circolo vizioso innescato dallo zucchero crea una vera e propria dipendenza fisica, tanto che è stato scientificamente dimostrato che togliendo per tre giorni bevande zuccherate e dolci a chi ne abusa si verifica una situazione di astinenza che comporta compulsione, forti emicranie e altri sintomi correlati.

“Grassi saturi e insaturi
”

Gli stimoli nervosi provenienti dal mondo esterno (e da quello interiore) arrivano al cervello scorrendo lungo gli assoni dei neuroni cerebrali; questi assoni sono ricoperti da un materiale isolante (la guaina mielinica) formato da grassi provenienti dall’alimentazione (ecco perché escludere completamente i condimenti è controproducente e dannoso per il nostro corpo!). La qualità dei grassi modifica la struttura della guaina mielinica, rendendola più o meno incline ad assorbire nutrienti: se la guaina diventa impermeabile, le nostre cellule cerebrali non hanno modo di sfamarsi, e di conseguenza il cervello diventa stanco, vecchio, poco reattivo. I grassi saturi e ancor più di essi i grassi trasformati dall’industria (margarine, fritture, grassi trans) cambiano in modo radicale la plasticità degli assoni nervosi, peggiorandola; al contrario i grassi insaturi contenuti in olio d’oliva, frutta secca e pesce rendono la guaina più flessibile: il cervello sarà più attivo perché ben nutrito.

“Proteine animali e vegetali”

Le sostanze chimiche che stimolano il nostro sistema nervoso sono prevalentemente a base proteica. Le ghiandole surrenali, in particolare, secernono le cosiddette catecolamine (adrenalina, noradrenalina e dopamina) quando l’organismo si trova in una situazione di stress fisico o psicologico; si tratta di molecole indispensabili in situazioni di pericolo perché mettono il nostro corpo in allerta, ma la continua stimolazione surrenalica implica uno stress costante ed infinito. 
Le catecolamine sono prodotte a partire dall’aminoacido tirosina, presente soprattutto nei formaggi stagionati, nella carne di maiale e nella carne (bianca o rossa) particolarmente ricca di grassi.
Altra sostanza a base proteica che agisce sul comportamento è la serotonina, che a livello di sistema nervoso centrale è uno dei massimi regolatori di umore, sonno, sessualità ed appetito: una carenza di serotonina è direttamente collegata a stati di inappetenza (anche sessuale), intorpidimento e stati depressivi. Studi scientifici hanno dimostrato che disfunzioni a livello serotoninergico siano collegate a disturbi psichiatrici quali depressione, disturbo bipolare ed ansia. 
La serotonina viene prodotta a partire dal triptofano, contenuto in cereali integrali (riso integrale, orzo, farro, kamut, avena), frutta secca (noci, mandorle, nocciole, pinoli…), pesce di mare, banane, ananas e latticini freschi (ricotta, yogurt).
Non ci sono prove scientifiche che attestino certamente che un’alimentazione ricca di proteine animali predisponga ad essere più aggressivi, ma le prove empiriche parlano chiaro: persone (o popolazioni) che mangiano tanta carne hanno un’indole più sanguigna e bellicosa, mentre un’alimentazione tendenzialmente vegetariana induce a una maggiore serenità dell’animo. “

Fonte : alimentazioneinequilibrio.it
                                                                                                                                          

martedì 31 luglio 2012

LE VOSTRE RICETTE: PIATTO UNICO CON ZUCCHINE

Innauguriamo un angolo dedicato alle vostre ricette con una ricetta che ci ha suggerito Stefania, mamma di Martina. Un piatto unico fresco e gustoso per i nostri cuccioli accaldati!!!! (e per tutta la famiglia)

PIATTO UNICO CON ZUCCHINE


Prendere una zucchina e grattuggiarla a la jiulienne e metterla sul fuoco con dell'acqua quanto basta per farci cuocere la pasta (qualsiasi tipo e il tempo di cottura non importa perche le zucchine cuociono alla svelta)
appena bolle l'acqua gettare la pasta una volta cotta scolare il tutto
Metterla un po' sotto l'acqua fredda per farla raffreddare
Impiattare ed aggiungere un cucchiaio d'olio evo e un cucchiaio di formaggio molle (tipo robiola o ricotta) finche non diventa cremosa. Con una punta di parmigiano gratuggiato è più gustosa.
Volendo si possono aggiungere dei cubetti di prosciutto cotto


lunedì 30 luglio 2012

SNACK E SPUNTINI

Lo svezzamento ed il cucinare per e con i nostri bambini è uno spunto di riflessione sul nostro intero sistema alimentare e non possiamo prescindere da un'alimentazione sana per tutta la famiglia se vogliamo che i nostri figli mangino sano in quanto in campo alimentare, come in tutti gli altri ambiti, l'esempio è l'arma vincente (e comunque fa bene anche alla nostra salute).
Fin'ora abbiamo portato qualche esempio di ricetta suddisvisa per stagione ed abbiamo visto che cucinare cose sane e nutrienti non è così difficile... ma come gestire gli spuntini ed i "fuori pasto"?
Spesso siamo abituati a ricorrere a merendine industriali, patatine, cracker salati e cose di questo genere... del resto non sempre è facile mangiare frutta fresca, specialmente mentre si lavora, per cui abbiamo pensato a qualche suggerimento e qualche ricetta per noi e per i nostri bambini... ricette semplici che possano essere eseguite assieme ai nostri bimbi (e magari i più grandicelli possono prepare addirittura da soli)

IL MUESLI: è un insieme di fiocchi di cerali (avena, grano, orzo), che sono ricchi di amido e fibre, semi oleosi (mandorle, nocciole, semi di girasole) e frutta seccata (uvetta, mele albicocche). E' un prodotto molto valido per la colazione, ma attenzione ai muesli in commercio: preferite quelli biologici e senza aggiunta di zuccheri. Lo si può gustare con il latte (vaccino, di riso, di soya ec.) o nello yogurt.
Altra idea è quella di mettere 6 cucchiai di muesli in un tegame a fuoco  basso mescolando continuamente assieme a 2 cucchiai di miele. Si formeranno dei mucchietti di muesli croccanti.

FRUTTA SECCA: è ottima da masticare quando si ha un buchino nella pancia, è dolce e nutriente e contiene sali minerali e fibre.

SEMI DI GIRASOLE: si trovano facilmente già sgusciati e sono ottimi da sgranocchiare.

TOAST ALLA CREMA DI NOCCIOLE O DI MANDORLE: basta spalmare una di queste creme su di una fetta di pane leggermente tostata. A differenza delle creme commerciali quelle biolegiche mantengono le proprietà del seme oleoso e non contengono oli di palma, dannosi per la salute o grassi saturi o zuccheri.

SNACK DI RICOTTA E CORNFLAKES: sbriciolare 8 cucchiai di flakes, a parte mescolare con 100 g di ricotta, un cucchiaio di cacao ed un cucchiaio di crema di nocciole a cui aggiungere metà dei flakes tritati. Formare delle palline e rotolarle nei flakes rimanenti.

SPIEDINI DI FRUTTA: formare degli spiedini con frutta fresca di stagione, cospargere con spremuta di pompelmo rosa che si può dolcificare con zucchero di canna oppure con della vaniglia

Inoltre si possono fare frullati, frappè con latte vaccino o di riso, centrifugati di frutta mista.

domenica 8 luglio 2012

RICETTE ESTIVE: ORZO

L'orzo è un cerale molto coltivato in Italia ed è un alimento molto prezioso in quanto ricco di proteine,  fibre e sali minerali.
Di solito in commercio è facile trovare l'orzo perlato (cioè privato della pellicina che ricopre il chicco), però purtroppo il tipo di lavorazione che riceve fa perdere per la strada molte sostanze nutritive rispetto all'orzo integrale, per cui consigliamo, se lo trovate, di acquistare i chicchi integrali, a meno che non abbiate bambini molto piccoli, in quanto essendo il cerale integrale ricco di fibre potrebbe sovraccaricare il loro intestino.

Secondo la MTC l'orzo rinfresca e nutre lo yin ed il sangue, per cui è molto indicato durante l'estate (meno in inverno), crea liquidi, rilassa ed armonizza, rafforza la milza (che, come abbiamo visto, è sottoposta a stress durante questa stagione) e favorisce la digestione.

MODI E TEMPI DI COTTURA DEL CERALE:

Orzo decorticato: 8 ore di ammollo,60 minuti di cottura in 2,5 parti d'acqua
Orzo perlato: 2 ore di ammollo, 40 minuti di cottura in 2 parti d'acqua.

Possiamo farlo bollire assieme a mezzo cucchiaino di curcuma, che regalerà all'orzo un piacevole colore giallo ed aiuterà a tonificare la milza.







sabato 7 luglio 2012

ESTATE!

Come il verde è il colore che domina la primavera il ROSSO è il colore dell'estate, stagione legata al fuoco, la stagione dello Yang.
L'organo del nostro corpo che è collegato alla stagione estiva è il CUORE, non per niente è in questa stagione che le persone che soffrono di patologie a questo organo hanno i maggiori problemi.
Dato che il cuore in questa stagione tende ad affatticarsi molto è importante, anche per chi non ha problemi di salute, non affaticarlo ulteriormente caricandosi di stress eccessivo evitando arrabbiature inutili. Inoltre è importante considerare che nella MTC il cuore rappresenta anche la ragione, infatti non a caso in estate alcune persone tendono ad essere particolarmente instabili lasciandosi andare più facilmente a scoppi d'ira.
Altro organo che in estate è particolarmente a rischio è la MILZA (che è collegata allo stomaco) e questo è uno dei motivi per cui è assolutamente sconsigliabile introdurre cibi e bevande troppo fredde: infatti il cibo quando scende nello stomaco viene come "bruciato" dai succhi gastrici (infatti in MTC si parla di "fuoco digestivo"), per cui se introduciamo cibi e bevande fredde l'organismo dovrà disperdere più calore ed energia per trasformarle (ed in estate ne disperdiamo già abbastanza); per esempio è facile in questa stagione, se non si sta attenti mangiando cibo troppo freddo o che produce troppa umidità nel nostro corpo soffrire di problemi di diarrea.

Quali alimenti scegliere per seguire le necessità del nostro corpo durante questa calda stagione?
Anzitutto è bene evitare la carne rossa prediligendo carni bianche come pollo e coniglio e comunque limitare al massimo le proteine animali, limitando al massimo latte e latticini, oltre alle mandorle, alle olive ed alle uova.
Per quanto riguarda il pesce sarebbe meglio evitare cozze e crostacei e mangiare per esempio seppie e calamari.
Alimenti "rinfrescanti" sono i creali come l'orzo ed il grano integrale, la soia in tutte le sue preparazioni, mentre fra le verdure troviamo carciofo, la bietola, gli spinaci, il sedano, le melanzane, i pomodori, le carote, i cetrioli, la lattuga...
Per la frutta evitiamo quella esotica prediligendo frutta fresca e di stagione, abbiamo frutta come anguria, pera, pesca, pompelmo, melone e limone, che oltre a disperdere il calore del corpo, hanno azione calmante  sull’intestino e sullo stomaco.

Fonti:
N.B. Muramoto: il medico di se stesso
Dispense offerte dalla scuola tao di Bologna  http://www.scuolatao.com/corsi_agopuntura_tuina/i-corsi/bologna/alimentazione-dietetica-medicina-tradizionale-cinese.html

giovedì 31 maggio 2012

Nutrire la relazione


Spesso accade, negli ultimi anni, di scorgere donne che allattano il proprio bambino sedute nei centri commerciali o all’interno dei pub, mentre una gran tavolata di amici, consuma una pizza tra chiacchiere e confusione. Questo nuovo modo di vivere il pasto del proprio bimbo evidenzia atteggiamenti e tendenze che riflettono la società attuale; molto spesso le mamme sono convinte che questa modalità “sportiva” di nutrire il figlio, renderà nel tempo, il piccolo, adattabile ad ogni situazione e non la costringerà ad effettuare rinunce o sacrifici in termini di spazi ed uscite. Se da un lato educare i bambini fin da piccoli a vivere situazioni diverse e a conoscere persone diverse, rende gli stessi più elastici e “scafati”, dall’altro, non possiamo assimilare il momento del pasto a tutte le altre esperienze della quotidianità.
L’allattamento non è “semplicemente” il momento in cui, attraverso il seno materno, il bambino si nutre; l’allattamento è il momento in cui il bambino si nutre del primo concetto di relazione. L’interazione con la madre rappresenta IL MOMENTO RELAZIONALE PER ECCELLENZA, quel tipo di  “schema” di rapporto, che fungerà da guida per le interazioni future, per le relazioni che il bambino intraprenderà durante l’ arco della vita. Questo non significa che i bimbi non allattati al seno non avranno questa possibilità, anzi! La stessa cosa vale per l’allattamento con latte artificiale. Le prime esperienze che i bambini fanno, hanno a che fare con i sensi; toccare la pelle della propria mamma, sentirne il tepore, l’odore e la morbidezza, percepirne il profilo del volto e riconoscerne il suono della voce,  fornisce informazioni circa il mondo circostante ed è fonte di solidità e sicurezza percepita.
Il momento dell’allattamento ha a che fare con l’intimità, la relazione, la calma. L’azione di una mamma che allatta il proprio bambino vede due individui protagonisti in “un armonico componimento”, qualcosa che ha che fare con l’arte, la biologia, la magia e l’amore. Il corpo della mamma e quello del suo bambino sono in sintonia, una sintonia perfetta che, come tale, va tutelata e rispettata ma ancor prima, riconosciuta. La presenza dei nonni, del  papà o di fratelli, è certamente un valore aggiunto; molto diverso è invece, sia in termini igienici che di qualità della relazione, “somministrare” (uso volontariamente un verbo un po’ forte) il pasto, all’interno di una situazione pubblica e caotica. Esistono, senza ombra di dubbio, situazioni di emergenze, in cui può capitare che non si possa dare la giusta rilevanza al momento del pasto ……ma stiamo parlando appunto di  una emergenza! Prima di tutto, deve esistere la consapevolezza di quanto l’esperienza del pasto (perché è di un’esperienza che stiamo parlando) vada protetta!
Ricordiamo che in passato, quando la donna lavorava nei campi, accadeva di frequente che i bambini venissero lasciati all’ombra, custoditi dalle fronde degli alberi e allattati proprio in aperta campagna, magari in presenza di altre donne; l’attenzione, l’aiuto e la tranquillità però che un tempo venivano riconosciuti alle madri che avevano partorito, induceva le stesse a tornare ben presto al lavoro offrendo però, allo stesso tempo,  quella “rete” di supporto e protezione che ad oggi esiste solo in termini istituzionali (asili, scuole materne..). L’approccio alla gestazione, al parto e all’allattamento era sì, altamente naturale, ma anche, oserei dire, “profondamente  reverenziale”. Ad oggi c’è confusione di ruoli, di messaggi, di tempi e spazi. I bambini fin da piccoli “devono” essere adattabili ed “aperti” alle situazioni più svariate; non dimentichiamoci però che, per poter strutturare questa flessibilità, è necessario che prima siano stati consolidati dei modelli di attaccamento di tipo sicuro. Il bambino piccolo ha bisogno di tranquillità, di ritmi scanditi, di routine quotidiane, tutto questo per poter rafforzare la conoscenza di un mondo che, prima di tutto, il bambino ha bisogno di percepire come solido e coerente. In un secondo momento, la sicurezza acquisita ed interiorizzata, gli permetterà di avere quelle basi solide che gli permetteranno l’ esplorazione.
Durante l’allattamento il bambino, ma anche la mamma, hanno bisogno di “stare nella relazione” di cogliere i segnali reciproci in cui la madre accudisce il proprio bambino ed il bambino può fare esperienza della realtà e del mondo, quel mondo che, nei primi momenti di vita è la madre stessa. Vorrei sottolineare che il bambino e la madre hanno vissuto in una fusione simbiotica per ben 9 mesi. Quando il bambino viene alla luce, la realtà corporea madre-bambino viene inizialmente ancora percepita come unica.  La pancia della mamma è una sfera e non a caso la forma sferica  è considerata spesso come la forma perfetta. L’armonia madre bambino rappresenta quella sfera che la natura ha creato, quell’armonia che è importante rispettare e mantenere anche dopo la nascita. Tenere tra le braccia il proprio bambino mentre lo si nutre,dargli la possibilità di ascoltare dolci parole, o semplicemente il respiro e il battito del cuore, ha un valore inestimabile. Durante i primi mesi di vita è fondamentale che ciò venga consolidato. Un buon maternage è la base per l’esplorazione, la flessibilità e l’indipendenza. Ad ogni esperienza è opportuno dedicare il giusto tempo e la giusta attenzione. Rispettare momenti così significativi come quello del pasto, in cui il nutrimento fondamentale è senza dubbio la relazione, significa seminare grandi presupposti per la vita del proprio figlio e per una strutturazione solida della sua identità. 

Eleonora Lucchini, psicologa e psicoterapeuta
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