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martedì 18 giugno 2013

E' arrivato il caldo, tuffiamoci nella freschezza aiutandoci col cibo!

Finalmente è arrivato il caldo e in questa stagione è bene cercare aiuto nel cibo per tenerci freschi e rigenerati, anche perchè col caldo e il sudore si perdono i preziosi sali minerali che comunque possiamo trovare nei seguenti alimenti :

 CALCIO :
- Frutta secca,  ortaggi a foglia verde,latte

 MAGNESIO:
 - Frutta secca, soia, cacao

SODIO :
- Sale da tavola (cloruro di sodio), alcuni tipi di alghe marine commestibili, olive, latte, e spinaci 

POTASSIO:
- Legumi, patate, pomodori, banane 

CLORO:
- Sale da tavola è la principale fonte 


ZOLFO :
-Uova ,legumi, cavolo

FERRO:
- Verdure a foglia verde, uova, frutta secca, fagioli, cereali

FOSFORO:
- Cereali, verdure, legumo.latte 

Perchè allora non approfittarne per cucinare con delle ricette semplici e veloci?



sabato 8 settembre 2012

Bambini schizzinosi



Quando si parla di bambini schizzinosi anzitutto si dovrebbe fare un po' di chiarezza con cosa si intende con questa parola. Un bambino (o una persona) è schizzinoso quando non mangia quanti cibi? Per essere schizzinoso deve essere un bambino che non assaggia o se almeno assaggia schizzinoso non lo è più?

Per rispondere a questa domanda ho provato a vedere cosa ci dice il dizionario etimologico, perché come abbiamo già visto riguardo alla parola "svezzamento" tante volte è proprio il significato di una parola a dircela lunga su quello che una determinata cultura intende con un termine: probabilmente deriva dal tedesco "Quetschen", cioè schiacciare (il naso), un atteggiamento tipico dello schizzinoso. Per cui ha a che fare con la smorfiosaggine, con il "capriccio" ed è un significato che va ben oltre al cibo.
A questo punto mi viene da pensare che l'accezione di questo termine, riferito all'alimentazione dei bambini, abbia un'accezione di critica: è un capriccio che si deve far passare a tutti i costi, perché se il bambino diventa "schizzinoso" poi sono guai.

Forse a questo punto faremmo bene a fermarci a riflettere su cosa intendiamo davvero con questo termine ed anche sul fatto che questo comportamento, così come altri, non è innato, ma viene appreso ed anche in questo caso l'esempio che conta è quello dei genitori, in quanto il bambino risponde con competenza a quanto gli succede attorno*
Anzitutto dobbiamo ricordarci che i bambini son tutti diversi ed hanno una propria indole alimentare che ci manifestano già da neonati: ci sono bambini che si avventano sul seno della madre come fossero ventose e probabilmente saranno bambini che si avventeranno sul cibo a quattro palmenti, mentre vi sono bambini "degustatori" che preferiranno prendere il cibo fra le dita per studiarlo bene bene, annusandolo, prima di assaggiarlo.
Non meno importante è ricordarsi che i bambini hanno papille gustative estremamente sensibili, a differenza degli adulti che se le son guastate mangiando cose troppo saporite, zuccherate e spesso anche fumando, per cui un minimo cambiamento che noi non percepiamo nemmeno più può portare al rifiuto di un piatto che è sempre stato accolto con gusto (tipica la frase "ma come! fino a ieri lo mangiavi!")....
Anche e soprattutto l'atteggiamento dei genitori, che tendono ad enfatizzare il "gusto" del cibo con commenti inopportuni (è buonissimo!) e ad enfatizzare anche le reazioni del bambino può portare a spiacevoli conseguenze. Se ci fermiamo a riflettere un secondo non ci verrebbe mai in mente di dar da mangiare ad un nostro amico qualcosa che sappiamo non piacere dicendo "ma dai! mangialo tutto che è buono!" o, peggio ancora, facendo leva sul senso di colpa ("ho cucinato con tanto amore!"). I bambini sono esseri umani con i loro gusti ed i loro momenti più o meno critici, anche loro sono condizionati dall'ambiente e dalle circostanze come la stanchezza o un particolare bisogno di attenzione e non possiamo prendercela con un bambino che semplicemente è coerente con i suoi gusti ed i suoi stati d'animo solo perché non rispetta quelle che sono le nostre aspettative.
Un altro atteggiamento che può portare al rifiuto del cibo è il caricare eccessivamente la decisione sul cosa mangiare da parte del bambino. Non dobbiamo dimenticarci che il bambino sa esattamente quali siano i suoi bisogni ed i suoi desideri, ma la guida devono essere SEMPRE i genitori. Se è giusto chiedere ad un bambino cosa gli piacerebbe mangiare e discuterne insieme d'altro canto è anche giusto non mettere la responsabilità dell'alimentazione della famiglia sulle spalle di un bambino, magari per poi sentirsi "offesi" quando poi non mangia quel che ha chiesto.

Non vogliamo offrire formule magiche per risolvere il "problema" dei bambini schizzinosi, perché ogni caso è diverso, ogni famiglia è diversa, ma solo proporre qualche spunto di riflessione sugli atteggiamenti della famiglia verso il cibo.
Alle volte basta il buon esempio (un genitore che dichiare di non amare particolarmente i cavoli, ma che li mangia ugualmente, è di certo un esempio migliore di un adulto che si forza a mangiare qualcosa che non gli piace dichiarando che è buono e fa bene), altre volte dimostrarsi interessati ai gusti del figlio, magari chiedendo perché non piace, fargli capire che ci interessa il suo punto di vista, non accusandolo di non mangiare qualcosa che è buono e fa bene e  basta. Così come non si può pretendere che un bambino stia tranquillo e fermo a tavola se il genitore si alza ogni due minuti col cellulare in mano.
Alcune  volte basta non riproporre sempre la solita minestra, ma variare e far scoprire nuovi sapori che potrebbero essere più graditi di altri.

Sicuramente chi ben incomincia, facendo scoprire gusti e consistenze fin dall'inizio, ma non è mai troppo tardi per riportare armonia ed equilibrio a tavola. Il pasto dovrebbe essere un momento in cui si sta insieme, non una tortura o un interrgatorio, lontano da altre distrazioni come tv, cellulari e giornali.
Un momento in cui tutti i componenti della famiglia vengono rispettati, chi abbiano 6 mesi o 90 anni.




*Cfr Jesper Juul, "Il bambino è competente" ed. Feltrinelli

martedì 21 agosto 2012

Noi ,siamo ciò che mangiamo ?

Qualche giorno fa mi trovavo in spiaggia con una persona meravigliosa a parlare dell’alimentazione naturale e dei suoi benefici e ogni volta scopro sempre qualcosa…
Trovo che ci siano persone che trasmettono tantissima luce ed energia positiva…infatti lei è una di quelle.
L’ascolterei parlare per ore perché tutto quello che dice è luce!
Marisa ha fatto un lungo percorso di studi e credo che ci sia tanto da imparare , infatti, da brava curiosona,  ne ho approfittato per conoscere cose nuove.
Lei è vegana-crudista , quindi naturalissima ma troppo "drastica"  per me e la mia famiglia :)  !
Ma la cosa che mi ha colpito è stata proprio l’amore e la passione per quello in cui crede… 

“NOI SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO E L’ALIMENTAZIONE INCIDE  SUL NOSTRO CARATTERE”

Questa frase mi ha davvero incuriosito e ho deciso di fare una ricerca sul web trovando  questo articolo a mio avviso  molto interessante che sintetizza la mia ricerca:

 “Zuccheri, grassi e proteine: incidono sul carattere?”

Parliamo di alimentazione e psiche: quello che mangiamo è in grado di modificare il nostro modo d’essere, di relazionarci con il mondo, il nostro umore e la nostra indole? Secondo la tradizione orientale sì: pensiamo all’ayurveda, allo yoga, alla meditazione e alla medicina tradizionale cinese.
 Conoscere quello che una persona mangia può dirci molto riguardo il suo carattere: pensiamo banalmente al manager caffeinomane, che di certo non trasmette la quintessenza della tranquillità. Oppure, pensiamo all’indole differente dei vegetariani a confronto di chi fa ampio consumo di proteine animali e carne rossa.
La nostra alimentazione è la struttura sulla quale viene plasmata la nostra psiche.
Se mangiamo bene, viviamo bene. Sono convinta che un pasto cucinato con amore e con materie prime eccellenti sia in grado di nutrire non solo il corpo, ma qualcosa di più: chiamatela anima o psykè o Atman o non chiamatela affatto, poco cambia.
Vediamo però di approfondire l’argomento.

“Zuccheri semplici e complessi”

Parlando dell’indice glicemico abbiamo visto come un aumento troppo rapido degli zuccheri nel sangue implichi un’altrettanto brusca discesa, che innesca un circolo vizioso di fame e voglia di dolci. Il cervello, infatti, si nutre esclusivamente di carboidrati: se essi gli vengono dati sottoforma di zuccheri semplici li esaurirà entro breve e ne chiederà subito altri; se invece nutriamo il nostro Capo con carboidrati a lento rilascio (cereali integrali, legumi) andrà molto più difficilmente in carenza. 
Per il cervello si parla dunque di carenza di zuccheri; l’avrete probabilmente provato anche voi: quella sensazione di ottundimento mentale, con giramento di testa, scarsa concentrazione, sonnolenza e apatia. Da quest’evidenza traiamo quindi la conclusione che un’alimentazione con troppi zuccheri semplici implica una costante sensazione di annebbiamento mentale e pigrizia. 
Non solo: il circolo vizioso innescato dallo zucchero crea una vera e propria dipendenza fisica, tanto che è stato scientificamente dimostrato che togliendo per tre giorni bevande zuccherate e dolci a chi ne abusa si verifica una situazione di astinenza che comporta compulsione, forti emicranie e altri sintomi correlati.

“Grassi saturi e insaturi
”

Gli stimoli nervosi provenienti dal mondo esterno (e da quello interiore) arrivano al cervello scorrendo lungo gli assoni dei neuroni cerebrali; questi assoni sono ricoperti da un materiale isolante (la guaina mielinica) formato da grassi provenienti dall’alimentazione (ecco perché escludere completamente i condimenti è controproducente e dannoso per il nostro corpo!). La qualità dei grassi modifica la struttura della guaina mielinica, rendendola più o meno incline ad assorbire nutrienti: se la guaina diventa impermeabile, le nostre cellule cerebrali non hanno modo di sfamarsi, e di conseguenza il cervello diventa stanco, vecchio, poco reattivo. I grassi saturi e ancor più di essi i grassi trasformati dall’industria (margarine, fritture, grassi trans) cambiano in modo radicale la plasticità degli assoni nervosi, peggiorandola; al contrario i grassi insaturi contenuti in olio d’oliva, frutta secca e pesce rendono la guaina più flessibile: il cervello sarà più attivo perché ben nutrito.

“Proteine animali e vegetali”

Le sostanze chimiche che stimolano il nostro sistema nervoso sono prevalentemente a base proteica. Le ghiandole surrenali, in particolare, secernono le cosiddette catecolamine (adrenalina, noradrenalina e dopamina) quando l’organismo si trova in una situazione di stress fisico o psicologico; si tratta di molecole indispensabili in situazioni di pericolo perché mettono il nostro corpo in allerta, ma la continua stimolazione surrenalica implica uno stress costante ed infinito. 
Le catecolamine sono prodotte a partire dall’aminoacido tirosina, presente soprattutto nei formaggi stagionati, nella carne di maiale e nella carne (bianca o rossa) particolarmente ricca di grassi.
Altra sostanza a base proteica che agisce sul comportamento è la serotonina, che a livello di sistema nervoso centrale è uno dei massimi regolatori di umore, sonno, sessualità ed appetito: una carenza di serotonina è direttamente collegata a stati di inappetenza (anche sessuale), intorpidimento e stati depressivi. Studi scientifici hanno dimostrato che disfunzioni a livello serotoninergico siano collegate a disturbi psichiatrici quali depressione, disturbo bipolare ed ansia. 
La serotonina viene prodotta a partire dal triptofano, contenuto in cereali integrali (riso integrale, orzo, farro, kamut, avena), frutta secca (noci, mandorle, nocciole, pinoli…), pesce di mare, banane, ananas e latticini freschi (ricotta, yogurt).
Non ci sono prove scientifiche che attestino certamente che un’alimentazione ricca di proteine animali predisponga ad essere più aggressivi, ma le prove empiriche parlano chiaro: persone (o popolazioni) che mangiano tanta carne hanno un’indole più sanguigna e bellicosa, mentre un’alimentazione tendenzialmente vegetariana induce a una maggiore serenità dell’animo. “

Fonte : alimentazioneinequilibrio.it
                                                                                                                                          

sabato 7 luglio 2012

ESTATE!

Come il verde è il colore che domina la primavera il ROSSO è il colore dell'estate, stagione legata al fuoco, la stagione dello Yang.
L'organo del nostro corpo che è collegato alla stagione estiva è il CUORE, non per niente è in questa stagione che le persone che soffrono di patologie a questo organo hanno i maggiori problemi.
Dato che il cuore in questa stagione tende ad affatticarsi molto è importante, anche per chi non ha problemi di salute, non affaticarlo ulteriormente caricandosi di stress eccessivo evitando arrabbiature inutili. Inoltre è importante considerare che nella MTC il cuore rappresenta anche la ragione, infatti non a caso in estate alcune persone tendono ad essere particolarmente instabili lasciandosi andare più facilmente a scoppi d'ira.
Altro organo che in estate è particolarmente a rischio è la MILZA (che è collegata allo stomaco) e questo è uno dei motivi per cui è assolutamente sconsigliabile introdurre cibi e bevande troppo fredde: infatti il cibo quando scende nello stomaco viene come "bruciato" dai succhi gastrici (infatti in MTC si parla di "fuoco digestivo"), per cui se introduciamo cibi e bevande fredde l'organismo dovrà disperdere più calore ed energia per trasformarle (ed in estate ne disperdiamo già abbastanza); per esempio è facile in questa stagione, se non si sta attenti mangiando cibo troppo freddo o che produce troppa umidità nel nostro corpo soffrire di problemi di diarrea.

Quali alimenti scegliere per seguire le necessità del nostro corpo durante questa calda stagione?
Anzitutto è bene evitare la carne rossa prediligendo carni bianche come pollo e coniglio e comunque limitare al massimo le proteine animali, limitando al massimo latte e latticini, oltre alle mandorle, alle olive ed alle uova.
Per quanto riguarda il pesce sarebbe meglio evitare cozze e crostacei e mangiare per esempio seppie e calamari.
Alimenti "rinfrescanti" sono i creali come l'orzo ed il grano integrale, la soia in tutte le sue preparazioni, mentre fra le verdure troviamo carciofo, la bietola, gli spinaci, il sedano, le melanzane, i pomodori, le carote, i cetrioli, la lattuga...
Per la frutta evitiamo quella esotica prediligendo frutta fresca e di stagione, abbiamo frutta come anguria, pera, pesca, pompelmo, melone e limone, che oltre a disperdere il calore del corpo, hanno azione calmante  sull’intestino e sullo stomaco.

Fonti:
N.B. Muramoto: il medico di se stesso
Dispense offerte dalla scuola tao di Bologna  http://www.scuolatao.com/corsi_agopuntura_tuina/i-corsi/bologna/alimentazione-dietetica-medicina-tradizionale-cinese.html

giovedì 31 maggio 2012

Nutrire la relazione


Spesso accade, negli ultimi anni, di scorgere donne che allattano il proprio bambino sedute nei centri commerciali o all’interno dei pub, mentre una gran tavolata di amici, consuma una pizza tra chiacchiere e confusione. Questo nuovo modo di vivere il pasto del proprio bimbo evidenzia atteggiamenti e tendenze che riflettono la società attuale; molto spesso le mamme sono convinte che questa modalità “sportiva” di nutrire il figlio, renderà nel tempo, il piccolo, adattabile ad ogni situazione e non la costringerà ad effettuare rinunce o sacrifici in termini di spazi ed uscite. Se da un lato educare i bambini fin da piccoli a vivere situazioni diverse e a conoscere persone diverse, rende gli stessi più elastici e “scafati”, dall’altro, non possiamo assimilare il momento del pasto a tutte le altre esperienze della quotidianità.
L’allattamento non è “semplicemente” il momento in cui, attraverso il seno materno, il bambino si nutre; l’allattamento è il momento in cui il bambino si nutre del primo concetto di relazione. L’interazione con la madre rappresenta IL MOMENTO RELAZIONALE PER ECCELLENZA, quel tipo di  “schema” di rapporto, che fungerà da guida per le interazioni future, per le relazioni che il bambino intraprenderà durante l’ arco della vita. Questo non significa che i bimbi non allattati al seno non avranno questa possibilità, anzi! La stessa cosa vale per l’allattamento con latte artificiale. Le prime esperienze che i bambini fanno, hanno a che fare con i sensi; toccare la pelle della propria mamma, sentirne il tepore, l’odore e la morbidezza, percepirne il profilo del volto e riconoscerne il suono della voce,  fornisce informazioni circa il mondo circostante ed è fonte di solidità e sicurezza percepita.
Il momento dell’allattamento ha a che fare con l’intimità, la relazione, la calma. L’azione di una mamma che allatta il proprio bambino vede due individui protagonisti in “un armonico componimento”, qualcosa che ha che fare con l’arte, la biologia, la magia e l’amore. Il corpo della mamma e quello del suo bambino sono in sintonia, una sintonia perfetta che, come tale, va tutelata e rispettata ma ancor prima, riconosciuta. La presenza dei nonni, del  papà o di fratelli, è certamente un valore aggiunto; molto diverso è invece, sia in termini igienici che di qualità della relazione, “somministrare” (uso volontariamente un verbo un po’ forte) il pasto, all’interno di una situazione pubblica e caotica. Esistono, senza ombra di dubbio, situazioni di emergenze, in cui può capitare che non si possa dare la giusta rilevanza al momento del pasto ……ma stiamo parlando appunto di  una emergenza! Prima di tutto, deve esistere la consapevolezza di quanto l’esperienza del pasto (perché è di un’esperienza che stiamo parlando) vada protetta!
Ricordiamo che in passato, quando la donna lavorava nei campi, accadeva di frequente che i bambini venissero lasciati all’ombra, custoditi dalle fronde degli alberi e allattati proprio in aperta campagna, magari in presenza di altre donne; l’attenzione, l’aiuto e la tranquillità però che un tempo venivano riconosciuti alle madri che avevano partorito, induceva le stesse a tornare ben presto al lavoro offrendo però, allo stesso tempo,  quella “rete” di supporto e protezione che ad oggi esiste solo in termini istituzionali (asili, scuole materne..). L’approccio alla gestazione, al parto e all’allattamento era sì, altamente naturale, ma anche, oserei dire, “profondamente  reverenziale”. Ad oggi c’è confusione di ruoli, di messaggi, di tempi e spazi. I bambini fin da piccoli “devono” essere adattabili ed “aperti” alle situazioni più svariate; non dimentichiamoci però che, per poter strutturare questa flessibilità, è necessario che prima siano stati consolidati dei modelli di attaccamento di tipo sicuro. Il bambino piccolo ha bisogno di tranquillità, di ritmi scanditi, di routine quotidiane, tutto questo per poter rafforzare la conoscenza di un mondo che, prima di tutto, il bambino ha bisogno di percepire come solido e coerente. In un secondo momento, la sicurezza acquisita ed interiorizzata, gli permetterà di avere quelle basi solide che gli permetteranno l’ esplorazione.
Durante l’allattamento il bambino, ma anche la mamma, hanno bisogno di “stare nella relazione” di cogliere i segnali reciproci in cui la madre accudisce il proprio bambino ed il bambino può fare esperienza della realtà e del mondo, quel mondo che, nei primi momenti di vita è la madre stessa. Vorrei sottolineare che il bambino e la madre hanno vissuto in una fusione simbiotica per ben 9 mesi. Quando il bambino viene alla luce, la realtà corporea madre-bambino viene inizialmente ancora percepita come unica.  La pancia della mamma è una sfera e non a caso la forma sferica  è considerata spesso come la forma perfetta. L’armonia madre bambino rappresenta quella sfera che la natura ha creato, quell’armonia che è importante rispettare e mantenere anche dopo la nascita. Tenere tra le braccia il proprio bambino mentre lo si nutre,dargli la possibilità di ascoltare dolci parole, o semplicemente il respiro e il battito del cuore, ha un valore inestimabile. Durante i primi mesi di vita è fondamentale che ciò venga consolidato. Un buon maternage è la base per l’esplorazione, la flessibilità e l’indipendenza. Ad ogni esperienza è opportuno dedicare il giusto tempo e la giusta attenzione. Rispettare momenti così significativi come quello del pasto, in cui il nutrimento fondamentale è senza dubbio la relazione, significa seminare grandi presupposti per la vita del proprio figlio e per una strutturazione solida della sua identità. 

Eleonora Lucchini, psicologa e psicoterapeuta
http://psicologiparma.it/
https://www.facebook.com/psicologiparma



sabato 12 maggio 2012

Ma quanto devono mangiare?



Un argomento spesso critico che si affronta spesso quando si tratta di dar mangiare ai bambini, sia in fase di svezzamento che dopo, e: "ma quanto devono mangiare?".
Spesso i pediatri forniscono ricettine con quantità ben definite, come se fosse una ricetta medica. Però queste ricette non tengono conto del fatto che i bambini non sono macchine o grafici, ma esseri umani, ed in quanto tali hanno particolari attitudini verso  il cibo che dipendono principalmente da loro carattere.
Se ci fermiamo a riflettere un momento possiamo constatare che già durante l'allattamento (che è considerato a richiesta sia in caso di allattamento al seno che artificiale, anche se purtroppo ancora persistono vecchie teorie di quantità ed orari definiti - ma di questo parleremo più avanti). Ci sono alcuni bambini che tettano voracemente e sempre affamati come lupi, altri che fanno piccole poppate frequenti e veloci intervallate da pisolini, bambini che restano attaccati al seno per ore ciucciando lentamente ed altri che in cinque minuti han trangugiato tutta la poppata. Non è difficile immaginarsi bambini affamati ad ogni pasto che prendeno il cibo a due mani per portarselo alla bocca, bambini che mangiano poco e frequentemente, bambini lenti nel mangiare che guardano il cibo nel piatto e lo studiano per due ore prima di portarlo alla bocca ed ogni bambino va rispettato nella sua indole e nelle sue scelte, così come rispetteremmo un amico che mangia più lentamente di noi o più voracemente.
Come accennavo prima ci hanno insegnato ad ascoltare i nostri figli durante l'allattamento perché sanno regolarsi da soli, per cui dubito fortemente che a 6 mesi perdano di colpo questa capacità. Per cui, salvo casi con problematiche particolari (bambini fortemente sottopeso, pretermine o con determinate patologie, - casi in cui è assolutamente necessario avere un parere medico -) ricordiamoci che i nostri figli sono competenti per quel che riguarda l'alimentazione. Ancora non hanno ansie da scaricare sul cibo o nervosi che bloccano  l'appetito. Anzi, spesso questi atteggiamenti tanto frequenti fra noi adulti (specialmente quelli della generazione degli attuali 30-40enni) sono frutto di una concezione alimentare errata basata sulla costrizione o sull'uso del cibo come premio/punizione o addirittura sul senso di colpa (chi di noi non si è mai sentito dire "mangia che in Africa i bambini muoiono di fame"?). Chissà dietro a quante persone che dietro ad ogni ansia rispondono col cibo ci sono stati bambini a cui è stato detto "se non fai il bravo niente dolce" "sei stato bravo per cui mangia il gelato" o cose di questo genere!
Questo tipo di atteggiamento spesso viene criticato da chi ci sta vicino (un po' come succede durante l'allattamento) e la domanda che ci rimbalza nelle orecchie è sempre la stessa "Ma mangerà abbastanza?"... io consiglio sempre di ricordare che non viviamo in un posto in cui i bambini muoiono di fame, ma in compenso viviamo in un posto in cui l'obesità sa prendendo sempre più piede. I bambini non si lasciano morire di fame, per cui facciamo un respiro e fidiamoci di loro.

Questo non vuol dire lasciar fare ai bambini in tutto e per tutto... ricordiamoci sempre che noi dobbiamo essere la loro guida. Un bambino ha la competenza, ma non ha ancora l'esperienza, per cui se un bambino mangerebbe hambuerger industriali tutto il giorno non significa lasciarlo fare, ma inidirzzarlo verso quella che è la nostra cultura alimentare.
Se noi siamo i primi a mangiare junk food non possiamo pretendere che i nostri figli  mangino zuppa ai quattro cereali tutti i giorni, sta a noi mangiare cose sane e gustose e trasmettere questa nostra esperienza ai nostri figli, che sono ancora troppo piccoli per gestire determinate scelte.
In questo modo ci si stacca sia dalla tradizione più antica in cui il genitore decide ed il figlio obbedisce senza discutere, sia dall'anarchia totale che, forse per ribellione al modello precedente, ha imperato negli ultimi anni e che ha fatto altrettanti danni.
. In questo modo si ha una crescita reciproca in cui l'adulto impara a rispettare la competenza del bambino mentre il bambino impara  dall'esperienza dell'adulto.

Per cui buttiamo via le bilance e concentriamoci sulla qualità dei prodotti, sull'amore con cui vengono cucinati e soprattutto sul modo in cui vengono consumati, non inteso come bonton, ma come ambiente che si respira a tavola. In questo modo avremo fatto tanto non solo per la salute ma anche per l'armonia attorno alla nostra tavola che in fin dei conti è il cuore della nostra casa!




lunedì 7 maggio 2012

Recensione: IL TAO E L'ARTE DEI FORNELLI

Il Tao e l'arte dei fornelli. Ricette facili, rapide e gustose secondo la dietetica cinese

Di Lena Tritto, Valeria Tonino, Kari Wallnoefer

Ed. Pendragon






Quando mi viene chiesto un consiglio per un libro di ricette il primo che suggerisco è sempre questo. Le tre autrici ci regalano uno strumento che in cucina si rivela estremamente utile: un libro che raccoglie ricette che applicano la medicina tradizionale cinese alla nostra cucina quotidiana, per cui con ricette che fanno parte della nostra tradizione, con ingredienti di facile reperibilità e, soprattutto, estremamente fattibili.
Molto spesso la gente si avvicina alla medicina tradizionale cinese attraverso le vie più disparate che vanno dall'agopuntura al massaggio, ma come ci suggerisce il Maestro Muramoto, che ha divulgato nel mondo le antiche teorie orientali, il cibo è la migliore medicina.
Per conciliare la cucina macrobiotica con i ritmi moderni le tre autrici ci prendono per mano e ci portano in un mondo di oltre 200 ricette (alcune le abbiamo già citate nel blog) insegnandoci a cucinare in modo gustoso alimenti che vengono consigliati non solo dalla cucina macrobiotica, ma da numerose diete, compresa la piramide alimentare di cui abbiamo in precedenza parlato, specialmente legumi e cereali integrali che, seppur facenti parte della nostra tradizione alimentare, son stati spesso abbandonati a favore di paste ed alimenti raffinati industrialmente.
Il libro è suddiviso in colazioni, antipasti, salse, piatti unici, primi, sughi, secondi, contorni, dolci e bevande corredate dall'indicazione energetica secondo  la MTC. Troviamo inoltre una tabella  iniziale che presenta i principi generali della dietetica tradizionale cinese ed, infondo, tabelle per la cottura di legummi e cereali, oltre ad un glossario e ad un'appendice che classifica i cibi per natura terminca, meridiani destinari ed azioni dei principali elementi in modo chiaro ed esaustivo, in modo da spiegare in maniera pratica tali principi anche al lettore non esperto.



 

 



 

domenica 29 aprile 2012

"Non ho tempo!"

"Non  è vero che abbiamo poco tempo, abbiamo troppo tempo che non riusciamo ad utilizzare" (Seneca)

 Fin'ora abbiamo parlato di teoria e di ricette ed è di solito a questo punto che subentrano i primi dubbi e le prime critiche. La prima obiezione che il nostro cervello ci suggerisce è proprio quella del titolo del post.
Tantissime mamme lavorano a tempo pieno, devono seguire una casa ed altri figli e non tutte possono contare sull'aiuto altrui. Come si concilia questo quadro di mamma super indaffarata con l'alimentazione naturale? Esistono mangiari già pronti e confezionati pronti per essere mangiati dopo averli semplicemente riscaldati, hanno un sapore gradevole e portano via poco tempo.
Ma a che prezzo?
Lungi da noi voler criticare qualsiasi scelta venga fatta in campo alimentare e di educazione dei propri figli, ma se siete su questo  blog è perché state cercando qualche alternativa al solito omogenizzato, al pappone insapore ed a quanto di aritificiale la società del consumismo ci induce a mangiare ogni giorno creandoci l'illusione di poter avere, in questo modo, più libertà (e magari anche il portafogli vuoto).
La frase "Non ho tempo" racchiude un atteggiamento verso l'alimentazione che vale la pena approfondire.
L'alimentazione, o meglio, il modo in cui ci alimentiamo è frutto di una scelta, come tante altre. Se decidiamo di occuparci dei pasti e di tutto ciò che ne è collegato (spesa, preparazione, cottura, lavaggio dei piatti) facciamo qualcosa di importante per chi amiamo ed anche, cosa non meno importante, per noi stessi.
Mangiare cose sane, buone e gustose preparate con amore aiuterà a prevenire vari tipi di disturbi alimentari, sia di tipo psicologico che fisico, che avrebbero bisogno di un dispendio di energie (e perché no, anche di soldi) ben maggiore.
Ricordiamoci che il cibo è energia, se mangiamo cibo in scatola ci ciberemo dell'energia della ditta che li produce, mentre se mangeremo prodotti il più possibile vicini alla loro natura, biologici, e cucinati con amore impregneremo di energia positiva quello che mangeremo. Per questo è necessario riflettere non solo su quello che mangiamo, ma con che spirito ci poniamo nei confronti del cibo. Ci domandiamo cosa stiamo ingerendo? Ci domandiamo dove compriamo gli ingredienti? Ci facciamo qualche domanda se quello che mangiamo fa bene o male al nostro corpo?
Se la risposta è sì stiamo facendo un ottimo investimento per la nostra salute e per la salute della nostra famiglia, anche se alle volte, presi dalla stanchezza e dal tran tran quotidiano alle volte ce lo dimentichiamo.
L'introduzione dei cibi solidi dei nostri bambini è un ottimo pretesto per iniziare a curare la nostra alimentazione e quindi il nostro stile di vita ed è un grande insegnamento che i nostri bambini ci danno l'opportunità di cogliere.


venerdì 20 aprile 2012

Quando capire che il nostro bambino è pronto? E cosa dargli da mangiare?



Ora sostituirò  il termine “svezzamento” con “alimentazione complementare”.
I nostri bambini ci daranno dei segnali che ci faranno capire quando sono pronti al passaggio dall’alimentazione liquida a quella solida.
Ma come accorgersene?
Intanto , secondo L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) bisognerebbe aspettare i 6 mesi di vita; questo perché  bisogna rispettare i loro tempi, iniziando dal fatto che il bambino possa  poter riuscire a stare seduto bene da solo.
Voi mangereste semi seduti?  
Un altro elemento chiave è la perdita del riflesso di estrusione che fa sì che i bambini spingano fuori il cucchiaio con la lingua.
Dovrà mostrare  interesse per il  nostro cibo  e farci capire se ha fame o se è sazio tramite i suoi gesti.
Quali?
Alla vista dell’ avvicinarsi del  cucchiaino, se ha fame apre la bocca e muove la testa verso il cucchiaio, altrimenti, se è sazio chiude la bocca e gira la testa di lato. Quando il bambino è troppo piccolo e non ha ancora una padronanza motoria, si rischia di dargli più cibo di quello che lui vuole.
Certamente c’è chi è pronto prima e chi dopo, l’importante è rispettare i loro tempi  e captare i segnali.
Ma cosa possono mangiare?
Tutto!
Tutto tranne il latte vaccino che dovrebbe entrare nella loro alimentazione dopo il primo anno, sostanze nocive come alcol, caffè, eccitanti come la cioccolata, miele prima dell'anno in quanto potrebbe contenere tracce di botulino e cibi potenzialmente allergizzanti se ci sono dei casi in  famiglia.
Infatti , nuovi studi hanno dimostrato che aspettare a introdurre un alimento allergizzante, aumenta la possibilità di sviluppare allergie perché il corpo non imparare a gestire gli allergeni.
Quindi come iniziare l’alimentazione complementare?
Col buon senso ! infatti tutta la famiglia dovrebbe avere una sana alimentazione in modo da poter consentire al nostro bambino di potersi cibare in tutta liberta scegliendo da solo i cibi presenti sulla nostra tavola. Ci sono cibi, come fritture che in ogni caso andrebbero mangiante con grande moderazione, quindi ogni tanto si possono gustare anche delle buone patatine o del pesce .
Ricordiamo che i nostri bambini tendono ad imitarci e all’inizio sarà stimolato proprio da noi, quindi trasmettiamo loro la gioia del pasto e dei cibi nuovi.
Mangiare non deve essere un dovere ma un piacere!
Per questo è molto importante non scendere a ricatti e a non mescolare cibo e affetto.
Consentiamogli di pasticciare come vuole. Il nostro bambino deve poter conoscere le consistenze, gli odori , le temperature dei cibi.
All’inizio , come tutte le scoperte, anche toccare il cibo sarà un gioco, ma  imparerà molto presto la gioia del mangiare! È importante che il bambino veda cose c’è nel piatto e che sia cosciente della quantità di cibo che introduce, ecco perché bisogna mangiare senza nessun tipo di distrazioni.
Questa è anche una sana abitudine familiare che unisce tutta la famiglia nel momento tanto piacevole come il pasto.

giovedì 19 aprile 2012

PRIMAVERA E CUCINA PRIMAVERILE


 Cosa significa cucina primaverile?
Significa cucinare in armonia con la stagione che stiamo vivendo, rispettando la naturalità dei prodotti (quindi prodotti di stagione, possibilmente biologici) e le cotture più indicate per il clima del momento.
Secondo la medicina tradizionale cinese, per la quale ogni stagione è legata ad un colore e ad un organo, la primavera è la stagione del VERDE (come il nostro Bolg!). Questo è il colore della natura in questo periodo dell'anno, natura che si risveglia dopo il gelo invernale, piante che germogliano e crescono dai semi che son stati chiusi al sicuro sotto terra nella stagione precedente, la natura è in forte espansione, per cui dominata dallo YIN, che ingrandisce ed aumenta la materia. L'organo collegato a questa stagione è il FEGATO, per cui per passare una buona stagione devo prendermi cura di questo organo che è il generatore della forza, che produce sangue ed energia e che sorregge i muscoli, è strettamente collegato alla vista ed all'acquità mentale.
Per prenderci cura di questo organo è necessario alleggerirlo limitando le proteine di origine animale, specialmente la carne rossa ed i formaggi stagionati, mentre la carne di pollo è particolarmente indicata.
E' importante mangiare molta verdure VERDE, alternando verdura cotta o cruda ed il tipo di cottura dovrà essere diverso a seconda del clima: quando fuori ci son giornate fredde la cottura dovrà essere più lenta, mentre quando ci saranno giornate calde la cottura dovrà essere veloce o addirittura assente.
Molto indicata la cottura a vapore.
In questa stagione
Evitare di salare eccessivamente il cibo, al posto del sale si possono usare la salsa di soia, capperi ed erbe aromatiche (origano, maggiorana e menta sono particolarmenti indicati in quanto non producono calore che surriscalda il fegato).

E' la stagione in cui si tende a sentirsi stanchi ed anche nei nostri bambini possiamo trovare segni di stanchezza. Ricordiamoci però che la stanchezza è un segnale del nostro corpo e non un male da sconfiggere. Se i nostri bambini sono stanchi lasciamoli riposare e per aiutarli non riempiamoli di sostanze sintetiche ottenute in laboratorio, ma diamo loro le sostanze di cui hanno bisogno attraverso un'alimentazione sana. Molto importante è assumere il MAGNESIO attraverso gli alimenti, in quanto si tratta di una sostanza indispensabile per l'attività epatica, aiuta a risolvere le situazioni di stress e di fatica cronica.
Alimenti che contengono magnesio  sono:
cacao in polvere, mandorle, soia, pistacchi. riso integrale, noci, piselli e farina integrale. In quantità più ridotte nel pesce e negli ortaggi a foglia verde.
Altro tonificante per il nostro fegato è il colore VERDE che "mangiamo" attraverso gli occhi, per cui quando possiamo chiudiamo il computer, spegnamo la TV e facciamo una bella passeggiata in campagna o in un parco coi nostri bimbi!

Fonti: 
Noborou B. Muramoto: Il medico di se stesso
L. Tritto, V. Tonino e K. Wallnoefer: Il Tao e l'arte dei fornelli
AA.VV.: Il cucchiaio verdo





mercoledì 18 aprile 2012

Ma cosa vuol dire "svezzamento"?

Come tutti sappiamo le parole hanno un peso, nemmeno tanto piccolo.
Ogni parola della nostra lingua nasconde una storia che ci racconta quello che la società dei parlanti di una determinata lingua pensa riguardo ad un concetto (o l'assenza di un concetto).
Presa dalla curiosità sono andata a ricercare il significato e l'origine di una parola italiana che fa parte del titolo del nostro blog, ma che sinceramente non mi piace molto.
"Svezzare" contiene al suo interno le parole "vezzo" e "vizio" che sono allotrope del latino VITIUM (cioè sono diverse derivazioni della stessa parola). Fra le due "vizio" ha preso una valenza più negativa, mentre "vezzo" indica qualcosa di più carino, ma comunque non necessario. Per cui noi, svezzando, togliamo qualcosa di negativo o, alla meglio, di frivolo, cioè il seno della madre.
Mi sono domandata se anche in altre lingue indoeuropee esistesse questa connotazione e sfogliando i vecchi libri di linguistica son saltate fuori riflessioni interessanti.
Guardiamo in altre due lingue romanze (neolatine) cosa troviamo: in Spagnolo e Portoghese abbiamo due parole molto simili, rispettivamente "destetar" e "desmamar" entrambe con il medesimo significato: togliere il seno. In queste due lingue manca la parola latina "vitium". Però son parole che, in entrambe le lingue, vengono usate anche con connotazione negativa per dire ad una persona di togliersi un'abitudine o, peggio, un vizio.
Passiamo ora a due lingue di origine germanica. In Inglese "svezzare" si traduce con il verbo "to wean", che deriva dall'antico inglese (old English) "wenian" che significa "essere abituati a" (to get used to). A sua volta deriva dall'indoeuropeo *wen, cioè desiderare (è la stessa radice da cui viene il nome latino Venus, mica poco!). In Tedesco la parola utilizzata è Entwohung che ha la stessa origine indoeuropea *wen, diventata poi nell'antico altotedesco "wonen", che significa "desiderare". In entrambi i casi significa togliere qualcosa che si desidera, ma anche qui non leggo la connotazione negativa del "vizio".
Proviamo a vedere cosa succede in Sanscrito: il termine utilizzato è  स्तनत्याग "stantyAga" che significa sia "svezzamento" che "abbandono del luogo di appartenenza". Pur essendo una lingua indeuropea non contiene alcuna connotazione relativa al vizio o all'abitudine, ma l'immagine è quella di un bambino che abbandona il luogo di origine (il seno materno) che fino a quel momento lo ha nutrito in maniera esclusiva, per conoscere il mondo (anche attraverso il cibo!)

Devo dire che il Sanscrito rappresenta maggiormente quello che noi intendiamo per "svezzamento". 

In conclusione:
come può  chiamarsi "vizio" una cosa talmente naturale e importante per lo sviluppo fisico e psico-affettivo del nostro bambino?
Il latte ,ha per il bambino un valore  estremamente importante e l'introduzione dei cibi solidi non vuol dire escludere l'allattamento al seno.
Non dobbiamo avere fretta di passare all'alimentazione solida; il nostro bambino rinuncerebbe alla suzione, che per lui è un piacere intenso .
Fino a 3 mesi i bambini hanno poca salivazione e non sono in grado di spingere indietro il cibo e manca il riflesso della deglutizione.
Se il bambino mette in bocca qualcosa di solido quando non sa e non può ingoiare, potrà avvertire uno sgradevole senso di soffocamento e percepire   il cibo come un momento spiacevole.
Poi fino al 6° mese l'apparato digerente è immaturo;non è in grado  di assorbire e digerire bene nè cereali,nè proteine della carne,nè grassi.
Anche i reni sono immaturi e farebbero fatica  a eliminare il sale contenuto naturalmente nei cibi solidi.
Quindi, evitiamo di insistere col cucchiaino quando il nostro bambino è affamato ed il suo unico desiderio è quello di  bere il suo latte.
spettiamo che i tempi diventino maturi senza la paura di "viziare" il nostro piccolo, perchè di vizio non si tratta!

venerdì 13 aprile 2012

L'ALIMENTAZIONE NATURALE


Carissime amiche,
benvenute nel nostro blog  sull’alimentazione naturale.
Siamo Jenny e Vajana, mamme di due bellissimi bambini coetanei  .
Grazie  a loro  ci siamo appassionate al tema sull’ alimentazione  perché crediamo che il benessere dei nostri bimbi passi da una sana abitudine quotidiana.
Crediamo che il pasto sia un momento di gioia e scoperta per tutta la famiglia, specialmente per i nostri piccoli che hanno voglia di sperimentare e conoscere sapori e cibi nuovi.
Ecco perché  il buon cibo sano è diventato la nostra passione!
Ci siamo documentate molto sul tema e abbiamo iniziato il nostro percorso…
Ora i nostri bambini hanno 10 e 11 mesi e possiamo dire di essere riuscite molto bene nel nostro intento.
Ma in cosa consiste l’Alimentazione Naturale?

Se pensiamo alle più diffuse abitudini alimentari notiamo che, a partire del secolo scorso la qualità del cibo è peggiorata notevolmente, allontanandosi dalla naturalità degli alimenti per ricorrere sempre più spesso ad alimenti sempre più pieni di sostanze chimiche di sintesi (come coloranti, emulsionati e quant'altro) e sottoposti a procedimenti industriali che rendono quasi impossibile individuare la natura degli alimenti che noi ingeriamo e la scarsa importanza che si dà all'alimentazione ha portato anche a parecchie malattie molto comuni nel nostro tempo (tumori,diabete, malattie cardiache ecc.).
L'alimentazione che facciamo seguire ai nostri figli è una delle decisioni più importanti che noi genitori siamo chiamati a fare nella crescita e nell'educazione dei nostri figli e potrebbe essere un ottimo punto di partenza per iniziare a farci qualche domanda sulla nostra alimentazione e per cercare di tornare ad una cucina il più naturale possibile.
Lo scopo di questo blog non è di dare ricette miracolose, ma di offrire spunti di riflessione su quanto viene introdotto sulle nostre tavole, e di conseguenza nel nostro corpo, portando la nostra esperienza come mamme, le nostre ricerche e le nostre ricette. Qualche trucco per cucinare piatti sani ed appetitosi non solo per i bambini, ma e per tutta la famiglia... perché i nostri figli partecipino al nostro pasto mangiando quello che mangiamo noi ed anche qualche aiuto sull'organizzazione di una cucina naturale che non sia in conflitto con i tempi scarsi della società moderna.
E' possibile seguire un'alimentazione naturale con tempi ristretti? La nostra risposta è ASSOLUTAMENTE SI' e vedremo come! Abbiamo raccolto le nostre esperienze, spunti ,articoli e ricette in modo da poterle condividerle con voi!