giovedì 15 novembre 2012

La digestione inzia dalla bocca! Aiutiamola masticando bene...

... e per farlo , bisogna affidarsi ai nostri denti!

Cari amici, avevo già scritto un articolo che parlava dell'igiene orale fin dalla nascita del primo dentino, ma  ora vorrei approfondire il metodo più consigliato per il corretto utilizzo dello spazzolino,a tutte le età.


Esistono varie tecniche di spazzolamento, ma la più corretta è quella del  Dott Bass.

 
Come si esegue ?

All'inizio ci vorrà un pò di pratica , ma mettendoci davanti allo specchio e osservandoci, acquisiremo maggior confidenza col nostro spazzolino.

Quindi, osserviamoci, teniamo la bocca semiaperta ed immaginiamo di dividela i 4 parti: sopra e sotto, destra e sinistra. Appoggiamo le setole dello spazzolino tra dente e gengiva con un’angolazione di 45° rispetto all’asse maggiore dei denti. Con un movimento vibratorio facciamo scorrere le setole fino a interessare leggermente il solgo gengivale, cercando di non traumatizzarlo (ricordate che non è la forza applicata che vi farà ottenere una buona igiene orale, ma è la tecnica giusta che fa la differenza) . 

Con un movimento semirotatorio facciamo scorrere la testina dello spazzolino “dal rosa verso il bianco” cioè dalla gengiva verso il dente. 

Ripetiamo questo movimento 2-3 volte per ciascun dente, dopodichè spostiamoci leggermente più avanti.Io comincio sempre dalla parte superiore destra e poi mi sposto completando tutta la parte esterna fino alla parte sinistra superiore.
Passo poi alla superficie interna dei miei denti e continuando dai denti in alto a destra, concludo il giro ritornando fino in alto a sinistra. 
Non dimentichiamoci di pulire bene, spazzolando con decisione,le superfici occlusali (cioè quelle masticanti, dei vostri denti.

Poi , ripetere tutto questo per l’arcata inferiore.


Ecco il link del video che spiega la "tecnica di Bass modificata"

Io sostengo che lavare male i denti è come non lavarli affatto.
Riporto un esempio di una giornata tipo della maggior parte di noi:

- al mattino siamo sempre in ritardo e facciamo le cose molto frettolosamente,compresa  
   l'igiene orale; specialmente chi ha figli e deve correre tra scuola, asilo e lavoro... 
- a pranzo mangiamo fuori e non sempre c'è la possibilità di lavarsi i denti...
- dopo cena invece, tutti noi torniamo a casa e  dobbiamo prenderci il tempo necessario per 
   curare la  nostra igiene orale e rimediare su quello che è stato trascurato durante la  
   giornata.
                                                                      
Regolette  in pillole

1. Spazzola i denti per almeno 3 minuti per arcata dopo ogni pasto. Al disotto di questo tempo è difficile eliminare completamente la placca batterica da denti e gengive. Potresti impostare un timer all'inizio dello spazzolamento che ti aiuti a non accorciare il tempo necessario. 

2. Cambia lo spazzolino spesso. Quando le setole hanno perso la loro compattezza non esercitano più una efficace azione di pulizia. Il tempo normalmente indicato è di 2 mesi ma accorciandolo un pò si aumenta la qualità dello spazzolamento.

3. Passa lo spazzolino sui denti anteriori e posteriori allo stesso modo. In genere si tende a trascurare la parte posteriore delle arcate a vantaggio dei denti davanti. Se si mantiene questa cattiva abitudine a lungo i denti molari e le loro gengive ne risentiranno.


4. Compra spazzolini con setole artificiali che hanno le punte perfettamente arrotondate. Le setole naturali hanno punte irregolari e cave, trattengono sostanze al loro interno e non hanno un azione di sfregamento ottimale come quelle artificiali.

5. Usa preferibilmente spazzolini con setole di durezza media a meno che il tuo dentista, per motivi particolari, non ti consigli diversamente.

6. Effettua lo spazzolamento dei denti inclinando di 45° lo spazzolino rispetto all'asse del dente e muovilo verticalmente con azione rotatoria dalla gengiva verso il dente.

7. Spazzolando con la mano destra devi fare attenzione a non trascurare alcune zone delle arcate, ad esempio la zona interna superiore destra.

8. Quando hai finito di spazzolare i denti passa il filo interdentale e pulisci la lingua con strumenti appositi. Quest'ultima è un'ottima abitudine per la prevenzione di carie, parodontopatie e disturbi dell'alito (alitosi).

9. Eseguendo un corretto spazzolamento dei denti associato all'utilizzo del filo interdentale e del puliscilingua non è necessario di routine effettuare anche sciacqui con i collutori. Questi ultimi si rendono però indispensabili per la cura e la profilassi di condizioni particolari.


sabato 22 settembre 2012

Sughi e condimenti per pasta e cereali

Ecco qualche idea per fare dei sughi da fare in casa per condire pasta e cerali. Potete prepararli in anticipo, in un momento in cui avete più tempo (a tal proposto potete guardare l'articolo sui metodi di conservazione, e consumarli in seguito per rendere pasta e cerali gustosi e nutrienti.

PESTO ALLA GENOVESE

2 spicchi d'aglio
50g di basilico a foglie strette
100 ml olio evo
6 cucchiai di parmigiano reggiano
2 cucchiai di pecorino
1 cucchiaio di pinoli
1 pizzico di sale marino integrale

Pulire le foglie di basilico con un panno morbido e non lavarle con l'acqua. Pestare l'aglio in un mortaio, quando sarà diventato una sorta di crema aggiungere il basilico assieme al sale grosso.
chiacciate, quindi, il basilico contro le pareti del mortaio ruotando il pestello da sinistra verso destra e contemporaneamente ruotate il mortaio  in senso contrari e continuare così fino a quando dalle foglie di basilico non uscirà un liquido verde brillante. Aggiungere i pinoli e continuare a pestare per ridurre in crema.
A questo punto aggiungere i formaggi e l'olio continuando a pestare finchè non si forma una salsa omogenea.
Se invece decidete di farlo con un frullatore attenzione ad usare solo lame in plastica perchè quelle in metallo non fan sprigionare bene i sapori e rendono il pesto amarognolo.

SUGO DI NOCI

20 g di noci
100 g di ricotta
1 cucchiaio di formaggio pecorino grattuggiato o parmigiano

latte di capra o vaccino  q.b.

Frullare le noci e la ricott dosando il latte per ottenere una crema morbida.


POMODORI SECCHI E PANGRATTATO

12 pomodori secchi
2 picchi d'aglio
4 cucchiai di olio
prezzemolo
pangrattato


In un piatto tagliuzzate i pomodori secchi fino a ridurli in tanti pezzettini piccoli, nel frattempo in una padella antiaderente mettete i 4 cucchiai d'olio, 2 spicchi d'aglio tritati e prezzemolo tritato a piacere. Fate appena sfumare facendo attenzione a non strinare l'aglio ed aggiungete i pomodori secchi precedentemente tagliati. Fate andare a fiamma lenta per un paio di minuti e poi spegnete. A parte, in un altro padellino mettete il pangrattato ed 1 filo d'olio, accendete a fuoco bassissimo e girate con un cucchiaio di legno fino a quando non avrà assunto un bel colore dorato. Fate attenzione anche dopo aver spento la fiamma, perchè il calore della pentola continuerà a cuocere il pangrattato quindi dovrete rigirarlo spesso.

PESTO DI PANTELLERIA

250 g di pomodori 
1 spicchi d'aglio 
1 manciate di foglie di basilico
1 foglia di mentuccia
1 bicchiere di olio evo
sale q.b.
origano q.b.

 Lavate e sbollentate i pomodori, pelateli, privateli dei semi e schiacciateli con le mani in modo da far uscire tutto il liquido. Pestate nel mortaio gli spicchi d'aglio, il basilico, la mentuccia e unite il tutto al pomodoro aggiungendo l'olio, sale e origano.
Volendo si può spolverare con un po' di peperoncino e si possono aggiungere delle fettine di  melanzane grigliate.

sabato 8 settembre 2012

Bambini schizzinosi



Quando si parla di bambini schizzinosi anzitutto si dovrebbe fare un po' di chiarezza con cosa si intende con questa parola. Un bambino (o una persona) è schizzinoso quando non mangia quanti cibi? Per essere schizzinoso deve essere un bambino che non assaggia o se almeno assaggia schizzinoso non lo è più?

Per rispondere a questa domanda ho provato a vedere cosa ci dice il dizionario etimologico, perché come abbiamo già visto riguardo alla parola "svezzamento" tante volte è proprio il significato di una parola a dircela lunga su quello che una determinata cultura intende con un termine: probabilmente deriva dal tedesco "Quetschen", cioè schiacciare (il naso), un atteggiamento tipico dello schizzinoso. Per cui ha a che fare con la smorfiosaggine, con il "capriccio" ed è un significato che va ben oltre al cibo.
A questo punto mi viene da pensare che l'accezione di questo termine, riferito all'alimentazione dei bambini, abbia un'accezione di critica: è un capriccio che si deve far passare a tutti i costi, perché se il bambino diventa "schizzinoso" poi sono guai.

Forse a questo punto faremmo bene a fermarci a riflettere su cosa intendiamo davvero con questo termine ed anche sul fatto che questo comportamento, così come altri, non è innato, ma viene appreso ed anche in questo caso l'esempio che conta è quello dei genitori, in quanto il bambino risponde con competenza a quanto gli succede attorno*
Anzitutto dobbiamo ricordarci che i bambini son tutti diversi ed hanno una propria indole alimentare che ci manifestano già da neonati: ci sono bambini che si avventano sul seno della madre come fossero ventose e probabilmente saranno bambini che si avventeranno sul cibo a quattro palmenti, mentre vi sono bambini "degustatori" che preferiranno prendere il cibo fra le dita per studiarlo bene bene, annusandolo, prima di assaggiarlo.
Non meno importante è ricordarsi che i bambini hanno papille gustative estremamente sensibili, a differenza degli adulti che se le son guastate mangiando cose troppo saporite, zuccherate e spesso anche fumando, per cui un minimo cambiamento che noi non percepiamo nemmeno più può portare al rifiuto di un piatto che è sempre stato accolto con gusto (tipica la frase "ma come! fino a ieri lo mangiavi!")....
Anche e soprattutto l'atteggiamento dei genitori, che tendono ad enfatizzare il "gusto" del cibo con commenti inopportuni (è buonissimo!) e ad enfatizzare anche le reazioni del bambino può portare a spiacevoli conseguenze. Se ci fermiamo a riflettere un secondo non ci verrebbe mai in mente di dar da mangiare ad un nostro amico qualcosa che sappiamo non piacere dicendo "ma dai! mangialo tutto che è buono!" o, peggio ancora, facendo leva sul senso di colpa ("ho cucinato con tanto amore!"). I bambini sono esseri umani con i loro gusti ed i loro momenti più o meno critici, anche loro sono condizionati dall'ambiente e dalle circostanze come la stanchezza o un particolare bisogno di attenzione e non possiamo prendercela con un bambino che semplicemente è coerente con i suoi gusti ed i suoi stati d'animo solo perché non rispetta quelle che sono le nostre aspettative.
Un altro atteggiamento che può portare al rifiuto del cibo è il caricare eccessivamente la decisione sul cosa mangiare da parte del bambino. Non dobbiamo dimenticarci che il bambino sa esattamente quali siano i suoi bisogni ed i suoi desideri, ma la guida devono essere SEMPRE i genitori. Se è giusto chiedere ad un bambino cosa gli piacerebbe mangiare e discuterne insieme d'altro canto è anche giusto non mettere la responsabilità dell'alimentazione della famiglia sulle spalle di un bambino, magari per poi sentirsi "offesi" quando poi non mangia quel che ha chiesto.

Non vogliamo offrire formule magiche per risolvere il "problema" dei bambini schizzinosi, perché ogni caso è diverso, ogni famiglia è diversa, ma solo proporre qualche spunto di riflessione sugli atteggiamenti della famiglia verso il cibo.
Alle volte basta il buon esempio (un genitore che dichiare di non amare particolarmente i cavoli, ma che li mangia ugualmente, è di certo un esempio migliore di un adulto che si forza a mangiare qualcosa che non gli piace dichiarando che è buono e fa bene), altre volte dimostrarsi interessati ai gusti del figlio, magari chiedendo perché non piace, fargli capire che ci interessa il suo punto di vista, non accusandolo di non mangiare qualcosa che è buono e fa bene e  basta. Così come non si può pretendere che un bambino stia tranquillo e fermo a tavola se il genitore si alza ogni due minuti col cellulare in mano.
Alcune  volte basta non riproporre sempre la solita minestra, ma variare e far scoprire nuovi sapori che potrebbero essere più graditi di altri.

Sicuramente chi ben incomincia, facendo scoprire gusti e consistenze fin dall'inizio, ma non è mai troppo tardi per riportare armonia ed equilibrio a tavola. Il pasto dovrebbe essere un momento in cui si sta insieme, non una tortura o un interrgatorio, lontano da altre distrazioni come tv, cellulari e giornali.
Un momento in cui tutti i componenti della famiglia vengono rispettati, chi abbiano 6 mesi o 90 anni.




*Cfr Jesper Juul, "Il bambino è competente" ed. Feltrinelli

Cura e Igiene degli alimenti




Care amiche, non dimentichiamoci dell’importanza  della pulizia e dell’ igiene di dove mangiamo ,cuciniamo e conserviamo i cibi.
Per iniziare possiamo dare una bella rinfrescata al nostro frigo, utilizzando dei prodotto naturali fatti in casa proprio con le nostre mani!

ACETO-BICARBONATO-SALE-LIMONE 

Saranno i nostri ingredienti magici per pulire tutta la casa!

Acqua e Aceto: si può ad esempio usare uno spruzzatore riempito per ¾ di acqua e per ¼ di aceto, spruzzando le parti interessate e rimuovendo lo sporco con una spugna, avendo l’accortezza di lasciar agire un minuto nel caso in cui lo sporco sia resistente.
Per assorbire e neutralizzare gli odori dal frigo, basta prendere un piccolo contenitore e riempirlo di bicarbonato mettendolo nello sportello.

6 REGOLE D’ORO

-Laviamoci sempre le mani con sapone prima di cucinare o di toccare gli alimenti.

-Cibi cotti e crudi vanno conservati separatamente, per evitare che si contamino a vicenda o che i batteri passino dagli alimenti crudi a cotti.

-La carne e il pesce crudi andrebbero sistemati nel ripiano basso del frigo, su un piatto, in modo che i succhi che fuoriescono non cadano sugli altri alimenti. Se non li cucinate subito, cercate di congelarli e assicuratevi che il freezer e il congelatore siano alla giusta temperatura.

-Se non potete usare un  tagliere per  la carne, pollame , il pesce crudi e un altro per  i cibi già pronti da consumare, come l’insalata e la frutta, potete usarne uno e assicuravi (ma questo vale in ogni caso) che sia bel pulito e disinfettato. Come? Con acqua calda saponata e una bella strofinata di bicarbonato potete stare tranquilli.

-Non mettere mai alimenti cotti in un piatto dove prima avete messo carne o pesce crudi senza averlo prima lavato per bene.

-Quando cucinate, assicuratevi di scaldare  o cuocere i cibi alla giusta temperatura di sicurezza. Questo vale specialmente per gli avanzi di salse, zuppe e piatti in umido.

fonte: I rimedi della nonna

Latte vaccino: è davvero indispensabile ?




Si è sempre creduto che il latte di mucca fosse indispensabile per il nutrimento  di grandi e piccini, in realtà nuovi studi hanno affermato che il LV  andrebbe evitato .

Il  dott. Benjiamin Spock, padre della moderna pediatria, ex grande sostenitore del latte vaccino, ora ha sposato la tesi che latte di mucca  fa male, soprattutto in fase di crescita, perché può provocare molte deficienze immunitarie e disturbi vari, tra cui l’anemia, allergie e persino un insufficiente sviluppo cerebrale.
A quanto pare,i primi anni  dovremmo bere solo latte materno  e lasciare che il latte di mucca lo bevano i vitellini visto che è un alimento prodotto dalle mucche appositamente per loro. È come se un giorno l’asina impazzisse e nutrisse il suo cucciolo col latte di cammello.
Questo è quanto afferma l’Istituto Nazionale della Nutrizione.
Fino a tre secoli fa , nessuno aveva mai bevuto latte di mucca e l’impennata commerciale c’è stata negli ultimi 50 anni.
Pensandoci un attimo, noi siamo gli unici mammiferi che bevono il latte di altri mammiferi!
Un altro “contro” del LV è il suo alto contenuto di proteine e grassi, infatti contiene dal 3,5% al 5% di proteine, contro l’1,2% del latte umano.
Ricordiamoci che in una dieta equilibrata  non c’è bisogno di tante proteine animali!(vedi piramide alimentare)
Anche il mito del “calcio” è stato sfatato.
Si, perché  negli alimenti vegetali c’è un contenuto più alto!
Ecco una tabella che può essere d’aiuto:

Latte vaccino - Alimenti vegetali
Per ogni 100g. di alimento Calcio contenuto in mg.

Latte vaccino intero 118
Latte di capra 129
Panna cruda vaccina 102
Semi di sesamo 1160
Tahin (burro di semi di sesamo) 100
Mandorle 234
Nocciole 209
Tofu secco 590
Tofu fresco 146
Tempeh 142
Farina di soia 189
Avena integrale 55
Orzo allo stato grezzo 32
Fu (prot. veg. Glutine) 33
Seitan (prot. Veg. Glutine) 19
Riso integrale 22
Ceci 150
Amaranto 490
Quinoa 141
Broccolo 103
Cime di rapa 246
Foglie di barbabietola 119
Foglie di cavolo 203
Alghe arame 1170
Alghe hijiki 1400
Alghe wakame 1300
Tè bancha in rametti 720

(Fonti: Manuale n. 8 (1975) del Ministero dell’agricoltura degli Stati Uniti
(1964-1984) Associazione giapponese per l’alimentazione
(1981-82) Tabelle tedesche della composizione dei cibi e della nutrizione).

Quindi, dopo aver fatto i conti, il latte vaccino lo lasciamo ai vitellini?

martedì 21 agosto 2012

Noi ,siamo ciò che mangiamo ?

Qualche giorno fa mi trovavo in spiaggia con una persona meravigliosa a parlare dell’alimentazione naturale e dei suoi benefici e ogni volta scopro sempre qualcosa…
Trovo che ci siano persone che trasmettono tantissima luce ed energia positiva…infatti lei è una di quelle.
L’ascolterei parlare per ore perché tutto quello che dice è luce!
Marisa ha fatto un lungo percorso di studi e credo che ci sia tanto da imparare , infatti, da brava curiosona,  ne ho approfittato per conoscere cose nuove.
Lei è vegana-crudista , quindi naturalissima ma troppo "drastica"  per me e la mia famiglia :)  !
Ma la cosa che mi ha colpito è stata proprio l’amore e la passione per quello in cui crede… 

“NOI SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO E L’ALIMENTAZIONE INCIDE  SUL NOSTRO CARATTERE”

Questa frase mi ha davvero incuriosito e ho deciso di fare una ricerca sul web trovando  questo articolo a mio avviso  molto interessante che sintetizza la mia ricerca:

 “Zuccheri, grassi e proteine: incidono sul carattere?”

Parliamo di alimentazione e psiche: quello che mangiamo è in grado di modificare il nostro modo d’essere, di relazionarci con il mondo, il nostro umore e la nostra indole? Secondo la tradizione orientale sì: pensiamo all’ayurveda, allo yoga, alla meditazione e alla medicina tradizionale cinese.
 Conoscere quello che una persona mangia può dirci molto riguardo il suo carattere: pensiamo banalmente al manager caffeinomane, che di certo non trasmette la quintessenza della tranquillità. Oppure, pensiamo all’indole differente dei vegetariani a confronto di chi fa ampio consumo di proteine animali e carne rossa.
La nostra alimentazione è la struttura sulla quale viene plasmata la nostra psiche.
Se mangiamo bene, viviamo bene. Sono convinta che un pasto cucinato con amore e con materie prime eccellenti sia in grado di nutrire non solo il corpo, ma qualcosa di più: chiamatela anima o psykè o Atman o non chiamatela affatto, poco cambia.
Vediamo però di approfondire l’argomento.

“Zuccheri semplici e complessi”

Parlando dell’indice glicemico abbiamo visto come un aumento troppo rapido degli zuccheri nel sangue implichi un’altrettanto brusca discesa, che innesca un circolo vizioso di fame e voglia di dolci. Il cervello, infatti, si nutre esclusivamente di carboidrati: se essi gli vengono dati sottoforma di zuccheri semplici li esaurirà entro breve e ne chiederà subito altri; se invece nutriamo il nostro Capo con carboidrati a lento rilascio (cereali integrali, legumi) andrà molto più difficilmente in carenza. 
Per il cervello si parla dunque di carenza di zuccheri; l’avrete probabilmente provato anche voi: quella sensazione di ottundimento mentale, con giramento di testa, scarsa concentrazione, sonnolenza e apatia. Da quest’evidenza traiamo quindi la conclusione che un’alimentazione con troppi zuccheri semplici implica una costante sensazione di annebbiamento mentale e pigrizia. 
Non solo: il circolo vizioso innescato dallo zucchero crea una vera e propria dipendenza fisica, tanto che è stato scientificamente dimostrato che togliendo per tre giorni bevande zuccherate e dolci a chi ne abusa si verifica una situazione di astinenza che comporta compulsione, forti emicranie e altri sintomi correlati.

“Grassi saturi e insaturi
”

Gli stimoli nervosi provenienti dal mondo esterno (e da quello interiore) arrivano al cervello scorrendo lungo gli assoni dei neuroni cerebrali; questi assoni sono ricoperti da un materiale isolante (la guaina mielinica) formato da grassi provenienti dall’alimentazione (ecco perché escludere completamente i condimenti è controproducente e dannoso per il nostro corpo!). La qualità dei grassi modifica la struttura della guaina mielinica, rendendola più o meno incline ad assorbire nutrienti: se la guaina diventa impermeabile, le nostre cellule cerebrali non hanno modo di sfamarsi, e di conseguenza il cervello diventa stanco, vecchio, poco reattivo. I grassi saturi e ancor più di essi i grassi trasformati dall’industria (margarine, fritture, grassi trans) cambiano in modo radicale la plasticità degli assoni nervosi, peggiorandola; al contrario i grassi insaturi contenuti in olio d’oliva, frutta secca e pesce rendono la guaina più flessibile: il cervello sarà più attivo perché ben nutrito.

“Proteine animali e vegetali”

Le sostanze chimiche che stimolano il nostro sistema nervoso sono prevalentemente a base proteica. Le ghiandole surrenali, in particolare, secernono le cosiddette catecolamine (adrenalina, noradrenalina e dopamina) quando l’organismo si trova in una situazione di stress fisico o psicologico; si tratta di molecole indispensabili in situazioni di pericolo perché mettono il nostro corpo in allerta, ma la continua stimolazione surrenalica implica uno stress costante ed infinito. 
Le catecolamine sono prodotte a partire dall’aminoacido tirosina, presente soprattutto nei formaggi stagionati, nella carne di maiale e nella carne (bianca o rossa) particolarmente ricca di grassi.
Altra sostanza a base proteica che agisce sul comportamento è la serotonina, che a livello di sistema nervoso centrale è uno dei massimi regolatori di umore, sonno, sessualità ed appetito: una carenza di serotonina è direttamente collegata a stati di inappetenza (anche sessuale), intorpidimento e stati depressivi. Studi scientifici hanno dimostrato che disfunzioni a livello serotoninergico siano collegate a disturbi psichiatrici quali depressione, disturbo bipolare ed ansia. 
La serotonina viene prodotta a partire dal triptofano, contenuto in cereali integrali (riso integrale, orzo, farro, kamut, avena), frutta secca (noci, mandorle, nocciole, pinoli…), pesce di mare, banane, ananas e latticini freschi (ricotta, yogurt).
Non ci sono prove scientifiche che attestino certamente che un’alimentazione ricca di proteine animali predisponga ad essere più aggressivi, ma le prove empiriche parlano chiaro: persone (o popolazioni) che mangiano tanta carne hanno un’indole più sanguigna e bellicosa, mentre un’alimentazione tendenzialmente vegetariana induce a una maggiore serenità dell’animo. “

Fonte : alimentazioneinequilibrio.it
                                                                                                                                          

martedì 31 luglio 2012

LE VOSTRE RICETTE: PIATTO UNICO CON ZUCCHINE

Innauguriamo un angolo dedicato alle vostre ricette con una ricetta che ci ha suggerito Stefania, mamma di Martina. Un piatto unico fresco e gustoso per i nostri cuccioli accaldati!!!! (e per tutta la famiglia)

PIATTO UNICO CON ZUCCHINE


Prendere una zucchina e grattuggiarla a la jiulienne e metterla sul fuoco con dell'acqua quanto basta per farci cuocere la pasta (qualsiasi tipo e il tempo di cottura non importa perche le zucchine cuociono alla svelta)
appena bolle l'acqua gettare la pasta una volta cotta scolare il tutto
Metterla un po' sotto l'acqua fredda per farla raffreddare
Impiattare ed aggiungere un cucchiaio d'olio evo e un cucchiaio di formaggio molle (tipo robiola o ricotta) finche non diventa cremosa. Con una punta di parmigiano gratuggiato è più gustosa.
Volendo si possono aggiungere dei cubetti di prosciutto cotto